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Varese - La storia del Roveto Ardente e dei suoi capi: una mistica e la sua famiglia, la casa monastica, le accuse e la difesa

Martedi 14 Ottobre 2008 


E' la onlus "Roveto Ardente" la setta su cui sta indagando la Digos, un gruppo che in passato aveva la sede a Masnago, ma che ha anche gestito una casa con delle donne che facevano vita monastica: si indaga su un lascito sospetto, sulla scorta di denunce presentate da 25 ex aderenti del gruppo.   

Ne frattempo, è curioso anche conoscere come funzionava il gruppo religioso. Fondato da Piero S. e dalla moglie Giannella, marchigiano lui, campana lei, negli anni ottanta, dopo una esperienza nel movimento cattolico del rinnovamento dello spirito. I due leader carismatici avevano aperto un gruppo scout a Varese, nel quartiere di Bobbiate, ma avevano lasciato lo scoutismo qualche tempo dopo, a causa dei contrasti con gli altri gruppi che ne guardavano con sospetto la struttura settaria.

All'epoca erano noti per la forte impronta mistica, tanto che diversi ragazzi ricordano di aver partecipato a riti conl'imposizione delle mani contro il mal di testa. Bizzarrie, certo, ma penalmente non rilevanti. Giannella, la fondatrice, si dice abbia proprietà mistiche, nelle sue lezioni come insegnante di religione fa ascoltare agli adolescenti le orazioni di padre Balducci, il prete anti-satana, che vede nel rock il diavolo, spiegando i misteri delle incisioni al contrario nei dischi dei Beatles e dei Led Zeppelin.

Qualche anno dopo, la famiglia S. la troviamo impegnata in attività di volontariato. Roveto Ardente è una Onlus, e i capi fanno attività con i ragazzini ambientate a Camelot, rifacendosi alle gesta di Re Artù. Il gruppo è partito dal cattolicesimo, ma accanto alle attività dello stesso ha anche sviluppato una realtà i cui aderenti rivivono l'ambiente fantastico di Camelot, tanto che nel 1999 viene persino celebrato un matrimonio in costume tipico dei tempi di Lancillotto nella chiesa di San Cassiano a Velate. In quella occasione, un parrucchiere prende in sposa un'importante funzionaria statale, e una foto su un quotidiano immortala tutti gli invitati vestiti come dame e cavalieri.

Lo studioso Andrea Menegotto del Cesnur (centro studi nuove religioni), un esperto in materia, spiega la geografia della setta: "All'inizio degli anni duemila - dice - si parla già di casa comunitaria con alcune donne adepte, e c'è un rapporto stretto con un prete a Pesaro, ma già nel 2001, un vescovo marchigiano scrive che il Roveto Ardente ha aspetti controversi dal punto di vista dottrinale".

Nel 2005 muore la fondatrice, comicia la crisi: "Il gruppo è caratterizzto da una assoluta autoreferenzialità - sottolinea Menegotto - La casa per le donne mistiche che ricevono il carisma dalle mani di Giannella è emblematica in questo senso, è un gruppo che si spinge ai confini della chiesa cattolica e prende una strada propria. Soprattutto dopo la morte di Giannella, e quindi in tempi di crisi causata dalla fuoriuscita di molti membri - spiega ancora l'esperto - si diffonde un forte accento di carattere apocalittico, che aveva fatto parlare alcuni di una fine del mondo prevista per l'inverno del 2008".

E qui inizia la parte giudiziaria: scattano le denunce.

La difesa dell' Associazione Roveto Ardente, l'avvocato Alberto Zanzi, va al sodo: "Non mi interessa che cosa facciano i miei clienti nelle loro case, la sostanza è che l'associazione ha uno statuto, fanno tutti vita povera e frugale, e chi aderisce lo sa. Non hanno mai costretto nessuno a spogliarsi dei propri beni a loro favore, e non vedo nè gli artifici e nè i raggiri necessari per configurare il reato contestato".


Martedi 14 Ottobre 2008
Roberto Rotondo
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Leggi le Disposizioni Pastorali sull' ARA

Leggi la lettera del Vescovo Tomassetti all'ARA

Leggi la lettera del Vicario di Varese all'ARA


 

 

Indagini sull'Associazione Roveto Ardente (ARA) di Varese

Il quotidiano di Varese online riporta la notizia del coinvolgimento di un gruppo religioso, l'ARA (Associazione Roveto Ardente), in una indagine per associazione a delinquere. L'indagine coinvolgerebbe anche un sacerdote.

L'avvocato difensore della famiglia coinvolta afferma che si tratta di "ipotesi ancora vaghe, denunce di ex membri ancora tutte da dimostrare».

Leggi l'articolo di Franco Tonghini


 

Quattro persone erano accusate di aver incamerato donazioni di case e terreni con la scusa della religione, ma la procura ha chiesto l'archiviazione. 

Gli ex adepti si oppongono.

Articolo di Roberto Rotondo (2 Marzo 2011)

Tratto da Varesenews (http://www3.varesenews.it/)

Era una setta religiosa ma non un gruppo di truffatori che voleva incamerare, con un raggiro, i beni degli adepti.  La procura della repubblica di Varese chiede l’archiviazione di un’indagine su un gruppo religioso, la «Associazione roveto ardente», che nel 2008 aveva portato a 4 avvisi di garanzia per associazione a delinquere e truffa. 

Gli indagati erano stati accusati, dagli ex aderenti al gruppo religioso, di aver beneficiato delle donazioni degli adepti. Il pm Massimo Politi ha indagato per diversi anni ma ha concluso che non vi è la prova di donazioni di case o terreni, effettuate grazie a una coercizione, fosse solo psicologica, o tramite raggiri che possano configurare il reato di truffa. 

La conclusione è a sua modo clamorosa, se è vero che la digos aveva effettuato perquisizioni e svolto una precisa disamina sui beni immobili che gli appartenenti alla Ara avevano a loro disposizione. L’associazione possedeva case, terreni eanche una convitto a Lourdes e aveva strutturato una comunità con case di proprietà dove vivevano alcuni componenti del gruppo che avevano scelto volontariamente una vita di preghiera. 

Le denunce erano partite dopo la morte della fondatrice e capo carismatico, Giannella Giovannelli, nel 2005. Erano finiti sotto inchiesta un sacerdote nelle Marche, e una famiglia di Varese. 

La richiesta di archiviazione è stata impugnata da una decina di ex adepti, e sarà discussa davanti al gip il prossimo 9 marzo. Le indagini non hanno evidenziato donazioni sospette. L’associazione nel frattempo si è sciolta e i beni sono finiti ad altre associazioni caritatevoli, come da statuto, nelle quali non risultano esserci gli indagati [NDR.: l'opposizione all'archiviazione non ha avuto alcun esito]

Se la vicenda parrebbe priva di risvolti penali, rimane tuttavia interessante la storia della setta religiosa nata a Varese negli anni Novanta e che celebrò anche matrimoni tra seguaci vestiti in costume medievale “camelotiano”. 

La genesi è stata ricostruita da un consulente della digos, Andrea Menegotto, che ne ha tratto una interessante ricostruzione di quello che ha definito un controverso «gruppo cattolico di frangia», allontanatosi dal recinto della chiesa cattolica.