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Articolo di Raffaella Di Marzio

Di solito, quando si presentano le statistiche delle morti avvenute all’interno di gruppi religiosi si fa riferimento ai casi ben conosciuti di omicidi o suicidi di massa. Difficilmente si inseriscono nelle statistiche le migliaia di casi di morti dovute a rifiuto di cure mediche per motivi religiosi, molto meno appariscenti e interessanti per gli studiosi e i giornalisti. Si tratta, infatti, di morti isolate nello spazio e diluite nel tempo che non fanno "rumore".

 

A denunciare questa situazione è l'associazione CHILD (Children Helthcare Is Legal Duty) fondata da Rita Swan e suo marito Douglas dopo la morte del loro figlio Matthew di sedici mesi, avvenuta nel 1977, quando la coppia era affiliata alla Christian Science fondata da Mary Baker Eddy e aderiva agli insegnamenti della fondatrice secondo i quali la causa di ogni malattia è da ricercarsi nel peccato. A sedici mesi il piccolo Matthew si ammalò con una febbre molto alta, ma non ricevette le cure mediche appropriate, tanto che, quando, alla fine, fu ricoverato, era ormai troppo tardi. Morì a una settimana dal ricovero per una malattia che poteva essere curata con dei comuni antibiotici. La coppia lasciò la Chiesa subito dopo la morte del bambino. Rita Swan da molti anni si impegna a diffondere la sua testimonianza e rivolge appelli continui alle autorità perchè il diritto dei bambini a essere curati sia finalmente garantito dagli Stati.

 

Per quanto riguarda gli Stati Uniti, un interessante contributo all’esame di quelli che possono essere i danni causati ai più deboli, in modo particolare ai bambini, dall’affiliazione dei loro genitori ad un gruppo religioso, lo ritroviamo in una ricerca, condotta dal pediatra Seth M. Asser e dalla stessa Rita Swan, pubblicata sulla rivista Pediatrics (PEDIATRICS Vol. 101 No. 4 April 1998, pp. 625-629 ) in collaborazione con il Dipartimento di Pediatria dell’Università di San Diego e l’Associazione CHILD (Children Helthcare Is Legal Duty) la cui sigla significa L’ Assistenza Sanitaria dei Bambini è un Dovere stabilito dalla Legge.

 

Il titolo dell’articolo è: Child Fatalities From Religion-motivated Medical Neglect (Morti di bambini causate dalla omissione di cure mediche per motivi religiosi).

 

 

Sintesi dell'articolo

Finalità: Esaminare le morti di bambini, avvenute all’interno di famiglie nelle quali la guarigione per fede è stata praticata al posto delle cure mediche, al fine di determinare se queste morti si potevano evitare.

Progetto: Sono stati esaminati casi di bambini deceduti all'interno di sette religiose nelle quali si pratica la guarigione per fede. La probabilità di sopravvivenza per ciascuno è stata stimata basandosi sui casi di sopravvivenza prevedibili per bambini con disturbi simili curati in modo tradizionale.

Soggetti : 172 bambini morti tra il 1975 e il 1995. I criteri per l'inclusione di questi casi nel campione sono stati: la certezza che i genitori hanno rifiutato le cure mediche a causa della loro fede nella efficacia curativa di riti religiosi e la documentazione sufficiente per determinare la causa della morte.

Risultati: 140 morti erano dovute a malattie per le quali i casi di sopravvivenza con cure mediche sarebbero stati superiori al 90%. In più di 18 casi ci si sarebbe aspettata una sopravvivenza maggiore del 50%. Tutti i casi rimanenti (eccetto tre) avrebbero avuto qualche beneficio se ai bambini fossero state fornite le cure mediche.

Conclusioni: Quando la guarigione per fede è praticata escludendo il trattamento medico dei bambini il numero previsto di morti e le sofferenze connesse sono considerevoli e autorizzano l’intera società a occuparsene seriamente. Le leggi esistenti potrebbero essere inadeguate a proteggere i bambini da questa forma di privazione delle cure mediche.

 

Introduzione

 

Nell' introduzione alla ricerca gli autori sottolineano il fatto che le cure non tradizionali e i riti religiosi, quando vengono utilizzati per risolvere piccoli problemi di salute, siano innocui e producano talvolta anche qualche miglioramento effettivo. Le stesse pratiche, tuttavia, potrebbero portare a peggioramenti evitabili o alla morte in presenza di disturbi più seri. Anche se alcune chiese hanno pubblicato testimonianze che attestano guarigioni da malattie organiche e funzionali in seguito all’intervento della potenza di Dio, questa affermazione non sarebbe fondata e confermata dal punto di vista scientifico.

 

Sebbene ci siano precedenti legali che stabiliscono il diritto di un adulto a rifiutare il trattamento medico per il mantenimento in vita, queste disposizioni non possono permettere ai genitori o ai tutori di negare ai bambini le necessarie cure mediche. La Suprema Corte degli Stati Uniti ha stabilito questo principio con chiarezza: "Il diritto a praticare liberamente la religione non include la libertà di esporre la comunità o i bambini a malattie infettive, a cattiva salute o alla morte … I genitori possono essere liberi di diventare martiri, ma questo non significa che essi siano liberi, nelle stesse circostanze, di trasformare in martiri i loro bambini prima che essi abbiano raggiunto l'età della piena e legale capacità di intendere ..."(1)

 

Metodologia

 

Per quanto riguarda la metodologia della ricerca gli autori hanno compilato una lista di bambini morti negli Stati Uniti tra il 1975 e il 1995. I primi casi sono stati tratti dagli archivi della CHILD, un'associazione noprofit che diffonde informazioni sugli abusi e l’omissione di cure giustificate da credenze religiose. Altri casi sono stati desunti da articoli di giornali, cause penali, comunicazioni personali e documenti pubblici. Sono stati esaminati anche documenti riservati per avere maggiori informazioni.

 

Sono stati esclusi dalla ricerca i casi in cui la morte non era dovuta alla credenza nella guarigione per fede: per esempio i bambini degli Amish (ai quali vengono negate le cure per motivi più culturali che religiosi) e quelli dei Testimoni di Geova ai quali viene negata solo la trasfusione di sangue e dei suoi derivati e i cui genitori non credono alla guarigione per fede.

 

Dopo aver considerato le sopraddette condizioni e le diagnosi, i bambini sono stati inseriti in una statistica in base al probabile esito che avrebbe avuto la loro malattia se fossero state utilizzate le cure comuni o le misure preventive che si adottano normalmente. Poiché le cure mediche sono state perfezionate nel corso degli anni i casi di morte sono stati comparati alle statistiche corrispondenti al periodo in cui il fatto è avvenuto. Per ogni tipo di patologia sono state identificate le statistiche più attendibili e riconducibili a casi simili.

 

 

Risultati

 

Per quanto riguarda i risultati sono stati presi in considerazione solo 172 casi con i requisiti necessari per rientrare nel campione della ricerca. Nel caso di 113 bambini i sintomi erano talmente chiari e prolungati che i genitori erano fortemente preoccupati e hanno cercato aiuto all’esterno chiedendo preghiere e riti a sacerdoti, parenti e membri di altre chiese. Per 98 di loro si trattava di malattie non cancerogene per le quali era possibile una prognosi eccellente con le cure mediche comuni o quelle chirurgiche. Solo due bambini non avrebbero potuto beneficiare delle cure.

 

Per tutti gli altri bambini malati di tumore le cure mediche avrebbero potuto dare una possibilità ragionevole di sopravvivenza a lungo termine e avrebbero potuto ridurre la sofferenza.

 

Nella ricerca vengono inoltre indicate 59 morti prenatali e perinatali. Tutti i bambini, tranne uno, avrebbero potuto avere un buon/eccellente esito con le normali cure mediche. Le madri generalmente non accettavano cure per il bambino appena nato e i parti erano non assistiti o assistiti da persone non competenti. Due madri avevano avuto due precedenti parti cesarei ed erano state avvisate di non partorire in casa. In un caso un parente di un bambino aveva chiamato l’assistenza medica ma un anziano della chiesa aveva mandato via l’ambulanza dicendo che dopo le preghiere il bambino aveva cominciato a respirare meglio. Dopo poche ore il bambino morì. Un altro bambino morì per un problema polmonare che avrebbe potuto essere evitato con un‘iniezione di routine in questi casi.

 

Insieme alle preghiere talvolta viene anche praticata una sorta di "pseudoscienza". Durante un parto con un travaglio di tre giorni che presentava molti problemi e convulsioni della madre, il fondatore della setta disse alla madre che le perdite verdi vaginali copiose erano una buona cosa, un segno che lei aveva avuto la peritonite e i veleni stavano fuoriuscendo grazie alle preghiere del gruppo. In realtà le perdite erano un segno di sofferenza fetale.

 

Sei madri sono morte dopo il parto. Una di esse, una donna di 23 anni, era rimasta per 16 ore con la testa del bambino nella vagina aperta ed era stata trasportata al pronto soccorso dopo 56 ore di travaglio. Il bambino morto, estratto successivamente con il parto cesareo, era in avanzato stato di decomposizione. La madre morì dopo poche ore per setticemia. Alcune madri sono state curate in ospedale dopo il parto in casa per lacerazioni e per il fatto che la placenta non era stata espulsa.

 

 

Conclusione

 

In questo studio sono state considerate 23 denominazioni religiose di 34 Stati. L’83% delle morti riguardano 5 gruppi. C’erano 50 casi nell’ Indiana, sede della Faith Assembly. In Pennsylvania si contavano 16 morti tra i quali 14 si sono verificate nel Faith Tabernacle. La Church of the First Born contava 15 morti in Oklahoma e Colorado. Nel South Dakota c’erano 5 morti nell' End Time Ministries. Su scala nazionale la Christian Science ha avuto 28 morti incluse nella ricerca.

 

Gli autori della ricerca sostengono che anche la letteratura scientifica è molto carente in questo campo e si occupa soprattutto dei casi di bambini che si ammalano perché non sono immunizzati dai vaccini, non somministrati a causa di motivazioni religiose. C’è perfino il sospetto che le omissioni di cure mediche a danno dei bambini spesso non vengano neanche denunciate dalle autorità, dagli insegnanti, dagli assistenti sociali e dalla polizia che talvolta non effettua i dovuti esami sui corpi dei bambini morti. Per questo motivo gli autori sospettano che molti più decessi siano avvenuti durante i 20 anni presi in esame dalla ricerca.

 

L’ American Academy of Pediatrics, l'American Medical Association, la National District Attorneys Association, e il National Committee for the Prevention of Child Abuse, tra gli altri, hanno adottato dichiarazioni pubbliche che richiedono l’abrogazione completa delle leggi che negli Stati Uniti permettono ai genitori di non fornire cure ai loro figli per motivi religiosi. I bambini che vivono all’interno di queste sette religiose hanno diritto alla stessa protezione della legge rispetto agli altri bambini per evitare che centinaia di loro soffrano inutilmente e muoiano di morte prematura.

 

Secondo quanto affermato da Rita Swan, dopo la divulgazione dei risultati della ricerca, inaspettatamente sono giunte agli autori notizie su altri casi simili a quelli trattati nella ricerca. Funzionari pubblici dell'Oregon hanno rivelato ai media che molti bambini appartenenti alla Congregazione Followers of Christ erano morti. Settantotto bambini erano stati seppelliti nel cimitero della chiesa. Un'altra dozzina di bambini della stessa congregazione erano morti vicino a Caldwell, nell' Idaho, nell'arco di venti anni. Nessuno di questi novanta bambini era stato incluso nella ricerca, eppure sono tutti morti tra il 1955 e il 1998, senza che nessuno, fuori dal gruppo, ne avesse la minima idea. Queste considerazioni portano a pensare che i casi conosciuti siano solo una piccola percentuale del numero totale, soprattutto perchè le autorità spesso non hanno fatto le autopsie, grazie anche alla consueta omertà che vige all'interno dei gruppi religiosi. E' quanto accaduto, per esempio, nel caso eclatante dei due bambini morti nella setta di Attleboro.

 

(1) "The right to practice religion freely does not include the liberty to expose the community or child to communicable disease, or the latter to ill health or death ... Parents may be free to become martyrs themselves. But it does not follow they are free, in identical circumstances, to make martyrs of their children before they have reached the age of full and legal discretion...".

 

 

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