Contenuto principale

N.B. Il caso giudiziario che ha coinvolto questa associazione è stato archiviato il 4 aprile 2006

Tratto dalla Scheda dell'Enciclopedia delle religioni in Italia:

"In Italia il 18 marzo 2005 un'operazione della Guardia di Finanza ha portato all'arresto di ventiquattro aderenti della Chiesa di Assisi, nei cui confronti il caso è stato però archiviato il 4 aprile 2006 dopo che la Cassazione, sezione VI penale, con sentenza del 6 ottobre 2005, n. 44232, sempre relativa a fedeli di Chiese del Daime, aveva stabilito che non è certo che la ayahuasca rientri fra le sostanze vietate dalla vigente legislazione sugli stupefacenti in Italia, in quanto – in assenza di specifici interventi ministeriali – non è vietato l'uso di vegetali presenti in natura o di loro combinazioni, a meno che si provi che è intervenuta una "preparazione" tale da "maggiorare" l'incidenza del principio attivo rispetto a quanto avviene nella o nelle piante allo stato naturale".

 

 

Per maggiori informazioni  leggi QUI

Sentenza: NMR e reato di spaccio di stupefacenti

 


 

La vera storia del santo daime, tra scandali e tribunali


Posted on 27 settembre 2008


Ne abbiamo dato notizia ieri con un comunicato stampa dell’AGI. Oggi vi raccontiamo la vera storia di Giulia e della religione del Sainto Daime, tra informazione tendenziosa, scandali ed errori giudiziari.  

Quasi 12 mila euro per ingiusta detenzione. È quanto stabilito dalla Corte di Appello di Perugia come risarcimento a beneficio di una 63enne ragioniera bitontina, Giulia G., arrestata nel marzo del 2005 e prima detenuta in carcere, poi costretta ai domiciliari per un totale di 97 giorni.

Con l’ordinanza n° 1043RB del 21/12/2007, infatti, la Corte aveva accolto l’istanza di riparazione presentata dalla donna e ne aveva riconosciuto il diritto all’indennizzo a fronte dei danni personali, familiari, morali e patrimoniali subiti. Un provvedimento che aveva riguardato non soltanto la professionista d’origine bitontina, ma anche altre 23 persone, con la stessa arrestate quel lontano 17 marzo ’05.
La vicenda giudiziaria di Giulia non è agli onori della cronaca per la prima volta. Tre anni fa quei 24 ordini di custodia cautelare avevano fatto discutere non poco. L’operazione “Mistica” – così come chiamata dalla Guardia di Finanza – aveva posto sotto accusa il movimento religioso del Santo Daime, la cosiddetta Religione della foresta che ad Assisi conta una delle sue più numerose comunità italiane. Ed è proprio nella “Casa Regina della Pace”, nella città umbra, che i Finanzieri avevano fatto irruzione e dato esecuzione ai mandati, facendo scattare le manette anche per Giulia. A gravare sulle teste dei ‘componenti della setta’ – così come chiamata dai mass media – accuse abbastanza pesanti: “associazione a delinquere, uso e traffico internazionale di stupefacenti.” Per gli investigatori, infatti, gli adepti impiegavano – ed impiegano – per i loro riti un allucinogeno vegetale importato illegalmente dal Brasile. Da qui l’accusa di uso e traffico internazionale di droga. La sostanza stupefacente in questione è l’ayahuasca, una bevanda rituale estratta da un arbusto (bannisteriopsis caapi) e da foglie (psychotria viridis) della foresta amazzonica. Due volte alla settimana, nelle sedi del movimento, i “sacerdoti” celebravano riti durante i quali distribuivano agli affiliati la tisana incriminata. Gli esperti delle Dogane di Roma e dell’Università di Milano la considerano un allucinogeno pesante, perché contenente dimetiltriptaminacapace, droga pesante inserita nella tabella uno, quella di maggiore pericolosità per la salute e di maggior rilevanza per le condanne penali. Ma c’è di più: secondo le analisi nell’ayahuasca sono inseriti alcuni alcaloidi che ne potenziano gli effetti.
Immaginabile il fragore che si è generato ad una notizia tale, in quel marzo 2005. La vicenda giudiziaria ha fatto, però, il suo corso senza ricevere il giusto ritorno mediatico. Per sapere quale esito si sia avuto in tribunale, bisogna chiamare addirittura Assisi. “Archiviazione per assenza di ipotesi di reato” questo è l’epilogo della storia del Santo Daime, che continua a vivere con i suoi affiliati in tutto il mondo. I responsabili del movimento mandano una nota scritta: “In particolare, dopo gli arresti del 17/03/2005, tutti gli allora indagati sono stati rilasciati dopo otto giorni di detenzione cautelare in carcere. Alcuni di essi hanno successivamente scontato la detenzione domiciliare fino al rilascio in libertà totale di tutti gli indagati dopo circa quattro mesi.”
“A seguito di diversi appelli - si spiega – da parte degli allora indagati, invocanti la totale assenza di reato, e respinti dal Tribunale di Perugia, la Suprema Corte di Cassazione si è riunita il 6 ottobre 2005 per decidere in merito. A dicembre 2005 il provvedimento è stato reso pubblico, decretando che le prove fornite dall’accusa non erano sufficienti ad identificare alcuna ipotesi di reato, ed in particolare che la bevanda utilizzata per scopi religiosi non poteva considerarsi sostanza drogante poiché derivata in maniera naturale da piante presenti in natura nella foresta amazzonica, e NON prodotta da elaborazione o sintesi umana volta a potenziarne gli effetti (Corte Suprema di Cassazione – VI Sez. Penale, sentenza n° 44229/05 del 06/10/2005).”
Ovviamente della notizia di archiviazione nemmeno l’ombra su quotidiani e testate giornalistiche, sono solo un paio i siti internet (uno è quello sull’antiproibizionismo!) che riportano il comunicato del Santo Daime.
Ieri un’altra pagina – forse l’ultima – di questa storia, con la Corte di Appello di Perugia che si esprime a favore della ragionieria bitontina e – inevitabilmente – di tutti gli altri indagati, ingiustamente arrestati. ‘Ingiustamente’ per volere di legge, ma nel silenzio di una informazione più attenta al lampo della manette che alla solennità d’una sentenza. Cronache tutte italiane.

 

Marica Buquicchio

 


 

DUE ESEMPI DI ARTICOLI DIFFUSI DAI MEDIA DOPO GLI ARRESTI

 


 

Dietro il movimento religioso un traffico di allucinogeni.

Ad Assisi, la Casa Regina della Pace era il centro di spaccio. Ventiquattro ordini di custodia cautelare a ricchi professionisti

PERUGIA - Sulla targa della sede di Assisi c'è scritto Casa Regina della Pace. Ma i finanzieri, dietro il movimento religioso Santo Daime, la cosiddetta Religione della foresta, hanno scoperto un'organizazione che spacciava stupefacenti. Ventun persone arrestate, tre ordini di custodia cautelare recapitati in carcere ad altrettanti imputati già detenuti. L'operazione "Mistica" svela un giro internazionale di allucinogeni e mette il naso in un sodalizio criminoso che aveva radici in Brasile e diramazioni nei maggiori paesi europei; in Italia, le sedi di Santo Daime erano in Piemonte, Lombardia, Liguria, nel Lazio e nella zona del Trieste. Oltre alla Casa Regina della Pace ad Assisi, il Santo Daime a Trieste, il Camonho das estrellas a Milano e Genova. Tra gli adepti del movimento, laureati e professionisti, tra i 25 e i 60 anni, con discrete disponibilità economiche.

Iscriversi al movimento costava dai 15 ai 30 euro ma per ogni rito gli associati dovevano versare altri 45 euro (per due riti, sconto di 15 euro). Niente soldi in contanti: i versamenti erano indirizzati ad una banca di Miami, in Florida. Due volte alla settimana, nelle sedi del movimento, i "sacerdoti" celebravano riti pseudoreligiosi durante i quali distribuivano agli affiliati una droga liquida di color marrone chiamata Santo Daime. Gli esperti la considerano un allucinogeno pesante, capace di provocare effetti devastanti sul sistema nervoso. La bibita veniva distillata da piante coltivate in Brasile e recapitata agli affiliati che ordinavano via e-mail.

La droga raggiungeva l'Italia per via aerea. Dall'agosto scorso, sono stati sequestrati 40 litri di Dmt (dimetiltriptamina) fino a domenica scorsa quando, a Reggio Emilia, finanzieri della polizia tributaria di Perugia hanno fermato il principale indagato che fuggiva verso il Mozambico con due litri di droga.

Altri sequestri erano avvenuti agli aeroporti di Perugia, di Ciampino a Roma, a Cassinelle, in provincia di Alessandria, e a Milano.

Secondo la Guardia di Finanza gli adepti al movimento sono migliaia, sparsi un po' in tutto il mondo. Il movimento pseudoreligioso Santo Daime fu fondato agli inizi del XX secolo in Brasile ma oggi conta affiliati nel sud e nel nord America oltre che in Olanda, Spagna, Germania, Francia, Portogallo e Italia: la sede di Assisi era la principale tra le agenzie italiane.

Tratto dal sito www.repubblica.it

 

 


Bloccato traffico internazionale di droga ed operati 24 arresti ad opera della Guardia di Finanza


Venerdì, 18 Marzo 2005 ore 16:28

Assisi - Una organizzazione a delinquere dedita al traffico internazionale di sostanze stupefacenti di cui sono stati sequestrati 40 litri di dimetiltriptamina (DMT, una nuova droga di sintesi) usata da una congregazione pseudo-religiosa a carattere internazionale con sede presso la "Casa Regina della Pace" di S. Maria degli Angeli ad Assisi, e' stata smantellata dalla Guardia di Finanza del comando Perugia; 21 sono le persone sino ad ora arrestate delle 24 colpite da ordinanza di custodia cautelare.

L'organizzazione ha diramazioni in numerose regioni del centro nord, dal Piemonte, Lombardia, Liguria, nel Lazio, nella zona di Trieste, con migliaia di adepti che per procurarsi la "droga" (una bibita preparata da piante coltivate in Brasile, ed importata clandestinamente in Italia) dovevano pagare una quota associativa e ogni volta che si riunivano per "utilizzare" la droga, una quota di servizio, che andava dai 45 ai 70 euro, il tutto ogni 15 giorni. Una droga per ricchi quindi, anche in considerazione che le persone arrestate avevano tutte discrrete disponibilita' economiche, alcuni anche laureati e professionisti. L'operazione che per alcuni aspetti e' ancora in corso (accertamenti di natura finanziaria presso una banca in Florida a Maiami, il Banco Santander Uinternational, dove venivano versati i soldi delle iscrizioni e dell'acquisto della droga in bibita) e' stata illustrata stamane dal comandante provinciale della GDF di Perugia Salvatore De Benedetto e dal Maggiore Luca ALbertario. I loro uomini, da 8 mesi anche con tecnologie informatiche e d'intercettazione, hanno coordinato l'attivita' denominata "Mistica", con sequestri di droga liquida (si presenta di color marrone) in varie zone d'Italia. Al momento non e' possibile fare un bilancio del business del mercato dello smercio di droga, ma le ipotesi sono di svariati milioni di Euro.

Il sodalizio criminoso fondava le sue radici su un movimento pseudoreligioso denominato "Santo Daime" o "Ayahusca", fondato in Brasile agli inizio del XX secolo poi estesosi in numerosi paesi del sud e Nord America e poi in Europa toccando l'Olanda, Spagna, Germania, Francia, Portogallo e la Italia. In tutti questi paesi, la droga (l'allucinogeno preparato in laboratorio attraverso la sintesi di alcuni composti di origine vegetale, con effetti devastanti sul sistema nervoso centrale fino a provocare modificazioni percettive e gravi allucinazioni ) e' vietata, cosi' ora anche negli Usa dove il procuratore generale federale, ha iniziato una battaglia legale con il Brasile, per bloccare le importazioni.

Il tutto ha avuto inizio con un sequestro effettuato nell'agosto dello scorso anno, all'aeroporto di Perugia: vennero sequestrati 27 litri di DMT, poi successivamente a Ciampino, nella sede della Casa Regina della pace di Assisi, ed ancora a Monterotondo, a Cassinelle (AL) a Milano e Reggio Emilia, in "case" o centri dove avvenivano le riunioni degli adempti che "adoravano - ha detto il maggiore Albertario - il liquido allucinogeno, mettendosi in circolo per bere la droga liquida e viaggiare con lo sballo". Controlli sono in corso anche sui sistemi di comunicazione usati tra cui Internet per l'invio di e-mail per i pagamenti e le iscrizioni. In Italia il capo dell'organizzazione era un laureato in discipline economiche; tra gli arrestati cittadini e cittadine brasiliane (una anche in stato interessante), italiani, ma anche cittadini nati in Portogallo.

[...] Sono persone di varia estrazione sociale, dai 25 ai 60 anni. Le indagini della GDF continuano, con contatti con il Ministero della Sanita', con l'organizzazione mondiale della sanita', le varie polizie federali e con il Brasile da dove parte in areo, la droga liquida. (Agi)


Tratto dal Sito www.folignonline.com