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Scheda di Raffaella Di Marzio aggiornata al 29 Maggio 2016

 

koinonia

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Koinonia Giovanni Battista è l’associazione formata da laici, famiglie, consacrati e presbiteri fondata da p. Ricardo Arganaraz nel 1979. Nato a Salta, Argentina, il 3 luglio 1936, p. Ricardo Arganaraz è ordinato sacerdote il 15 luglio 1962. Respira l’aria del Concilio Vaticano II a Roma e, dopo aver conseguito i gradi accademici rispettivamente in diritto canonico e filosofia alla Pontificia Università Gregoriana, nel 1969, insieme ad altri due sacerdoti, fonda una “Fraternità Presbiterale di Vita Contemplativa”. L’esperienza viene accolta dal vescovo di Padova nella località Ronchi di Villafranca.

Per dieci anni, dal novembre 1969 fino al 1979, don Ricardo risiede nella diocesi di Vicenza e predica con la dovuta approvazione canonica durante i corsi di esercizi spirituali alle Religiose della diocesi.

Nell’ottobre 1974, dopo una esperienza di effusione dello Spirito Santo, sente una voce che egli ritiene essere quella del Signore. Essa lo invita ad un periodo di raccoglimento e solitudine. Nel luglio 1975, d’accordo con i suoi confratelli, parte e rimane per due mesi in una chiesetta a Cima Palon, sul Monte Pasubio, dove prega e digiuna. Racconta di avere avuto momenti di ascolto molto profondi, soprattutto dopo la Messa serale. In quelle occasioni il Signore gli manifestava nel cuore la volontà di donargli un luogo situato alla sinistra della Val Leogra e gli mostrava “immagini” di malati e sofferenti che salivano verso quel luogo e ritornavano guariti.

Tornato nella Fraternità si adopera per cercare il posto che il Signore gli voleva dare come una “terra promessa”. Nel comune di Valli del Pasubio, per vie provvidenziali, visita Camparmò, una contrada disabitata da dopo la prima guerra e lì capisce che quello è il luogo. Acquista uno alla volta i vari lotti della contrada superando le difficoltà grazie all’aiuto del Signore.

Nel 1976 prende residenza sul posto in un rudere di stalla accomodato e inizia un periodo di tre anni da solo, interrotto dalle visite di alcuni giovani e dalle discese per insegnare in un istituto religioso. Durante un viaggio all’estero, svoltosi dal dicembre 1977 al marzo 1978, conosce altri esponenti del movimento carismatico internazionale. In questo periodo fatti straordinari e guarigioni nella zona di Camparmò sono attribuiti alla preghiera da parte di p. Ricardo e dei suoi primi fedeli.

Nell’agosto 1978 p. Ricardo riceve da Antonietta un messaggio che lei afferma di avere ricevuto dal Signore sotto forma di locuzione. Questa sorella, della prima ora del rinnovamento carismatico, riteneva di avere un dono profetico; attualmente ha un ministero pastorale all’interno della sua diocesi di Biella. Questa parola è quella che p. Ricardo definisce la “profezia di Camparmò”. Essa dice che Camparmò sarebbe divenuto una casa di preghiera, casa di conversione e di comunione, un luogo di accoglienza per vergini e poveri, un luogo di unità, santità e gloria, una dimora di Dio dalla quale sarebbero scaturite “nuova vocazione” e “nuova evangelizzazione”. A distanza di anni, “nuova evangelizzazione” risuonerà con forza nella Chiesa universale per bocca di Giovanni Paolo II ed è anche per questo che la comunità sente molto la chiamata alla nuova evangelizzazione. Inoltre, a Camparmò, il Signore avrebbe attirato persone per essere nutrite spiritualmente ed amate da p. Ricardo e usate e plasmate dal Signore stesso.

Spiritualmente la comunità viene fondata il primo gennaio 1979 in occasione della festa della divina maternità di Maria Santissima. Essa è formata da p. Ricardo e da altri tre: una giovane, un giovane e un dottore in legge, tutti chiamati a consacrarsi al Signore nella verginità per il Regno dei Cieli. La comunità prende il nome di “Giovanni Battista”, nome ispirato a p. Ricardo e ai fratelli in diverse occasioni di preghiera. Giovanni è il precursore del Verbo Incarnato ed è il primo grande evangelizzatore che proclama la venuta del Salvatore. Nasce così la Comunità Giovanni Battista, esperienza di vita comunitaria, di preghiera e di evangelizzazione. Da essa deriva l’attuale Koinonia Giovanni Battista, associazione al servizio della nuova evangelizzazione. Inizialmente comprendeva pure una importante attività agricola cosicché tutti i suoi membri erano molto occupati in questo. Successivamente il lavoro agricolo è stato sospeso dato l’aumento dei vari impegni nell’evangelizzazione, il moltiplicarsi delle attività pastorali e le esigenze di formazione dei membri.

Nel 1979 il vescovo di Vicenza Mons. Onisto accetta di ospitare l’esperienza contemplativa avviata da p. Arganaraz, per tre anni rinnovabili annualmente. Gli vengono contestualmente concesse le facoltà ministeriali, ma non l’incardinazione.

E’ difficile ricostruire con chiarezza le vicende relative a p. Ricardo e la sua posizione canonica nelle diocesi di Padova e Vicenza - dal 1969 fino al 1992 - a causa di alcune contraddizioni presenti nei documenti ufficiali che lo riguardano. Mentre, per esempio, il Vescovo di Salta in una lettera di risposta (in data 28 agosto 1992) al Card. Ruini afferma che p. Ricardo è presente in Italia da trent’anni con i debiti permessi (“…desde trenta anos en Italia con los debidos permisos otorgados por nuestros Predecesores…”) e, contestualmente, gli rinnova l’ autorizzazione a continuare nella sua attività sacerdotale in Italia, nel Decreto della Congregazione per il Clero del 4 dicembre 1992 (Prot. 2231/I), emanato quindi in data successiva, si afferma che “lo stesso vescovo di Salta lo ha ripetutamente richiamato in diocesi e, almeno dal 1981, non gli ha più rinnovato il permesso di risiedere altrove”. In questo stesso documento, inoltre, si afferma che p. Ricardo sarebbe stato “espulso dalla comunità presbiterale di cui era membro dal 1969”, circostanza smentita categoricamente dallo stesso p. Ricardo.

Nel 1987 la comunità di Camparmò si costituisce civilmente come associazione denominata “Koinonia Giovanni Battista”. Dal 1988 il nuovo vescovo di Vicenza, Mons. Nonis, invita p. Ricardo Arganaraz a trasferirsi in altra diocesi e Padre Arganaraz, dopo aver tentato invano di ottemperare alla richiesta presso altre diocesi del Nord Italia, decide di ricorrere al diritto canonico. Nel 1990 fonda la Scuola di Evangelizzazione della Koinonia, dalla quale sono scaturite altre scuole in molti paesi dell’Europa, dell ‘America Latina e del Nord, in Asia, Africa e Oceania.

Con decreto del 15 gennaio 1992, Koinonia ottiene il riconoscimento di associazione privata di fedeli a norma del canone 299 da parte del cardinale Camillo Ruini, vicario generale per la Diocesi di Roma, dove p. Arganaraz si trasferisce. Nel giugno dello stesso anno il vescovo di Vicenza gli revoca (decreto prot. n. 1087/92) le facoltà ministeriali e la licenza di un’ulteriore permanenza nella propria diocesi. Avendo p. Arganaraz presentato ricorso alla Congregazione del Clero, quest’ultima, il 4 dicembre 1992 (decreto prot. 2231/I), conferma il decreto emanato dal vescovo di Vicenza e respinge il ricorso presentato da p. Arganaraz.

Nell’estate del 1993 nasce la prima scuola internazionale di evangelizzazione a Roma.  Il 7 Aprile 1996 Koinonia ottiene il riconoscimento come associazione privata di fedeli da parte del vescovo di Plzen (nella Repubblica Ceca) Frantisek Radkovsky, presule della diocesi dove l’associazione si è costituita il 25 Gennaio 1996 con accordo privato e dove p. Arganaraz è incardinato. Il 25 maggio 1996 il vescovo di Plzen ordina nella sua diocesi alcuni presbiteri membri della Koinonia; conseguentemente a questo, con decreto del 4 dicembre 1996, il cardinale Camillo Ruini revoca il riconoscimento di Koinonia Giovanni Battista nella diocesi di Roma, essendosi il vescovo di Plzen assunto la responsabilità della comunità e ordinando sacerdoti al servizio della stessa. 

E' in questo periodo che inizia il procedimento penale contro Padre Ricardo. Nel 1996 una donna, separata dal marito e accolta in Koinonia per due anni circa, esce dalla comunità e sporge denuncia nei confronti di Padre Ricardo. Erano otto i capi di accusa dai quali è stato assolto, mentre è stato condannato per un reato che non compariva nei capi d’accusa: truffa ai danni di una fedele che aveva donato dei soldi in cambio di una guarigione non verificatasi. Tale condanna è stata confermata in appello ma con un’accusa diversa, ed il ricorso in Cassazione è stato respinto il 13 giugno 2001. Durante il dibattimento vennero accusate di falsa testimonianza sette persone, per aver avvallato la versione di p. Ricardo Arganaraz, in contraddizione con la versione accusatoria della signora. L’istruttoria contro i sette supposti falsi testimoni (compreso p. Arganaraz) si risolse con la dichiarazione di “non luogo a procedere perché il fatto non sussiste” per tutti e sette, da parte del GUP di Vicenza, il 12 nov. 2003. P. Ricardo ha ormai scontato la pena detentiva e restituito la somma. Il caso giudiziario è chiuso ed egli, da anni, non ricopre nessuna carica di responsabilità all’interno dell’Associazione.

Nel frattempo, la curia vescovile di Vicenza emanava due comunicati ufficiali: il primo il 24 marzo 1999 e il secondo il 25 gennaio 2000, nei quali si afferma che p. Ricardo Arganaraz non è mai stato incardinato nella Chiesa vicentina e si ribadiscono tutte le ingiunzioni e proibizioni già notificate in passato. Per quanto riguarda la posizione dell’Associazione nella diocesi di Roma, è attualmente in corso (a partire dagli ultimi mesi del 2006) un dialogo tra i dirigenti della Koinonia e le autorità ecclesiastiche diocesane.

Il 22 giugno 1998 nasce la Federazione delle Associazioni Koinonie Giovanni Battista la quale raggruppa tutte le varie associazioni locali. Essa ha attualmente sede a Plzen-Valcha in Rep. Ceca, dove risiede pure il responsabile generale.

P. Ricardo Arganaraz, in tale struttura, non ha alcuna carica associativa o autoritativa anche se è sempre il punto di riferimento della comunità come fondatore e ispiratore del Progetto della Nuova Evangelizzazione.

Il modello locale è un’oasi, ossia comunità in cui fratelli e sorelle con vocazione al celibato, coppie di sposi con figli, vedove e giovani decisi a consacrarsi all’evangelizzazione intendono camminare nello stile di vita proposto dalla Koinonia. Questa realtà diventa anche un centro di evangelizzazione. I fratelli consacrati convivono nella stessa zona, anche se in edifici diversi, insieme a un responsabile dell’oasi che può essere sacerdote o meno. E’ possibile ospitare altre persone che desiderano fare esperienze spirituali e di vita comunitaria. La casa madre è quella di Camparmò, dalla quale provengono tutte le altre. L’attività che svolge l’oasi consiste nella preghiera quotidiana, negli incontri di evangelizzazione, l’ intercessione per gli ammalati e incontri per i giovani.

La loro finalità è quella di promuovere e animare case di preghiera e comunità familiari. Le comunità familiari svolgono incontri mensili, animano le attività delle oasi e sviluppano ministeri vari. Le case di preghiera prevedono incontri settimanali di preghiera in famiglia e si occupano di realizzare un’opera di evangelizzazione capillare rivolta alle persone lontane dal Signore. Nella comunità si manifestano i carismi che fanno sorgere i ministeri (“nuova vocazione”) e si proclama l’annuncio, cioè il kerygma (“nuova evangelizzazione”), che si diffonde attraverso le scuole di evangelizzazione e le case di preghiera. La formazione consta di tre livelli: basico, medio e superiore. Diversi membri della comunità hanno ministeri all’interno della propria parrocchia, come catechisti o altro.

Nel 2008, nel mondo c’erano circa 900 case di preghiera, di cui circa 200 in Italia; le altre si trovavano in altri 14 Paesi. Le comunità di vita consacrata erano 11, i membri consacrati 150, i sacerdoti 23. Alle celebrazioni domenicali di Koinonia partecipavano alcune centinaia di persone. Complessivamente gli associati erano alcune migliaia, in Italia e all’estero.

Le stime aggiornate al 2015 sono le seguenti: 1.592 case di preghiera. Le comunità di vita consacrata sono 24, i membri consacrati 246 (132 sorelle e 114 fratelli), i sacerdoti 45. I membri laici sono più di 7.000. In particolare, in Italia vi è una presenza di 1347 membri, 299 Case di preghiera, 4 oasi, 2 case di formazione, 1 casa amministrativa, 1 casa di convivenza di famiglie, 7 realtà, 8 sacerdoti, 72 celibi (fratelli e sorelle), 11 consacrate nel mondo, 21 studenti.

La Koinonia Giovanni Battista vuole vivere e proporre le parole di Gesù: “Vi ho costituiti perché andiate [ad annunciare il Kerigma, l’annuncio diretto ed esplicito di Gesù Cristo] e portiate frutto [con la potenza dei carismi che accompagnano la predicazione] e questo frutto rimanga [formando la comunità Koinonia, che manifesta la comunione della Trinità che opera nella comunità]”, in Gv 15, 16. La Koinonia propone il “Progetto Ke Ka Ko” che mira a formare evangelizzatori e leaders per una nuova evangelizzazione. Lo vuole realizzare attraverso la scuola kerigamtica (Ke), la evangelizzazione con la potenza dello Spirito mediante l’esercizio carismi (Ka) e la promozione di comunità cristiane, primo segno di evangelizzazione (Ko). Tale progetto è considerato da loro e dai vescovi che hanno riconosciuto questa realtà, un’opera dello Spirito Santo, che contribuisce a realizzare la vocazione missionaria della Chiesa.

La Koinonia nasce dalla fede nella Parola del Signore e, come tale, per essere capita deve essere prima vissuta e poi amata. Grande importanza in questa comunità hanno i carismi e la preghiera per le guarigioni spirituali e fisiche che dovrebbero essere chiamate “segni messianici” perché testimoniano che Gesù è risorto, è vivo ed è in mezzo a noi, secondo quanto lui stesso ha promesso (cfr. Mt 28, 20 e Mc 16, 20).

I membri sono abituati ad amare e usare la Bibbia e nella comunità si insegna che, pregando e proclamando con fede le parole divine della Bibbia più adatte alla situazione e alle difficoltà che si stanno vivendo, e credendo ad esse, la montagna delle difficoltà si sposterà. Non basta solo credere, bisogna anche professare la fede con la bocca per ottenere la salvezza; sia quella eterna che la salvezza da tutte le situazioni difficili della vita. La parola che professa il credente ha la forza per diventare realtà poiché è Parola di Dio, come dice il Libro dei Proverbi (18, 21): “Morte e vita sono in potere della lingua”. Il parlare negativo allontana la benedizione, per questo Dio vuole che si parli non con parole semplicemente umane, ma con le sue stesse parole, quelle scritte nella Bibbia e così ricordargli le promesse che Lui stesso ci ha fatto. La Scrittura è vista come uno scrigno di promesse di Dio: ce ne sono migliaia, per ogni situazione e per ogni persona c’è una promessa di benedizione che può diventare vittoria su qualsiasi male. Il credente deve proclamare la propria vittoria e per la fede in Gesù tutte le promesse della Bibbia diventano “Sì” (2 Cor 1, 20).

Nel corso della sua espansione, la Koinonia Giovanni Battista ha trovato accoglienza in diversi luoghi e ha ricevuto riconoscimento canonico come associazione privata di fedeli laici nelle seguenti diocesi: Varsavia (Polonia); Koszalin-Kołobrzeg (Polonia); Plzen (Rep. Ceca); Hradec Kralove (Rep. Ceca); Banska Bistrica (Slovacchia); Kosice (Slovacchia); Eblas (Polonia); Presov (Slovacchia); Tehuacan (Messico); Hamburg (Germania); Getafe Madrid (Spagna); Astorga (Spagna); Zamora (Messico); Biella (Italia); Brooklyn  e  Los Angeles (USA).  Parte della Federazione delle Koinonie Giovanni Battista è la comunità di vita di famiglie “Koinonia Giovanni Battista Corte Gesia”, nata nel 2001, iscritta all’albo delle APS (Associazioni di Promozione Sociale)  della regione Veneto. Questa comunità è in buona relazione con l'autorità ecclesiale e civile locale. Koinonia lavora nel sud dell’India con la raccomandazione del vescovo di Salem (India), e dei vescovi di Bhopal e Jhabua, in Africa dove il vescovo di Bulawaio (Zimbabwe) ha accolto una presenza stabile del movimento, a Los Angeles, a Belfast e a Gerusalemme con la benedizione dei rispettivi ordinari. E’ membro dell’ACCSE Europa, l’associazione di scuole di evangelizzazione cattoliche europee. Koinonia è presente anche in Francia,  Belgio, Lussemburgo, Ungheria, Svezia, Svizzera Cuba, Honduras, Colombia, Australia, Nigeria Sudafrica.

In Italia le oasi di Koinonia sono presenti a Biella, Camparmò, Macerata e Roma. Dal 1 ottobre 2015 La Koinonia ha stipulato una convenzione con la diocesi di Ascoli Piceno per l’andamento della parrocchia di Poggio di Bretta. Anche nella diocesi di Biella c’è una convenzione con il vescovo, per l’amministrazione di una parrocchia, rinnovata nel 2015.

B.: Notizie sulla storia e la struttura di Koinonia nel Progetto Ke Ka Ko si trovano in Ricardo Arganaraz, La Koinonia Giovanni Battista, Ke Ka Ko, Malo (Vicenza) 1998. Il diario di una missione evangelizzatrice promossa dalla Comunità Giovanni Battista in Polonia e Germania nel maggio 1993 in Kerigma, Effatà. Diario di una esperienza straordinaria, Ke Ka Ko, Malo (Vicenza) 1993. Testimonianze di guarigioni fisiche e spirituali si trovano in Gesù mi ha guarito!, a cura di P. Ricardo Arganaraz, Ke Ka Ko, Malo (Vicenza) 1996. La guida alle promesse con un elenco di citazioni bibliche da proclamare, adatte a tutte le necessità spirituali e materiali si trova in P. Emanuele De Nardi-Daniele Cassetta, Proclama la tua vittoria, Ke Ka Ko, Malo (Vicenza) 1998. Le notizie sulla situazione canonica di p. Ricardo Arganaraz nelle diocesi di Padova e Vicenza dal 1969 fino al 1992 sono tratte dal decreto della Congregazione per il Clero del 4 dicembre 1992 (Prot. 2231/I), dalla lettera di risposta al Card. Ruini inviata dal Vescovo di Salta Mons. Moises J. Blanchoub in data 28 agosto 1992, dalla dichiarazione di Mons. Gianni Cielo, delegato vescovile per le religiose di Vicenza, datata 5 dicembre 1979.

 

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Riconoscimenti in alcune diocesi

Riconoscimenti negli Stati Uniti