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Due anni fa la Santa Sede approvava "ad experimentum" lo statuto del Cammino e affidava ai vescovi il compito di vigilare sulla sua applicazione. In questa prospettiva si colloca la lettera del Vescovo di Brescia.

 

Lettera del Vescovo di Brescia sul Cammino Neocatecumenale

di Raffaella Di Marzio

 

La lettera ai fedeli, datata 25 Dicembre 2003, fornisce alcune indicazioni per i fedeli e i parroci che aderiscono al Cammino. 

Ecco alcuni degli aspetti più interessanti del documento:

- raccomanda ai parroci che aderiscono al Cammino di "continuare ad esercitare la cura pastorale di tutti i parrocchiani senza distinzione di appartenenze ed esperienze"e di "esercitare una particolare attenzione sul rispetto della coscienza e del foro interno nel passaggio degli 'scrutini', trattandosi di materia del tutto delicata".

- raccomanda che le comunità neocatecumenali insediate in una parrocchia vi rimangano anche nel caso di trasferimento del parroco

- auspica che l'invito ad entrare nel Cammino rivolto ai ragazzi e alle ragazze che hanno concluso l'itinerario dell'iniziazione cristiana in parrocchia, non comporti una svalutazione dell'itinerario appena concluso"

- chiede che i neocatecumenali "Partecipino all'eucaristia domenicale o festiva dell'intera comunità parrocchiale" e che celebrino le loro messe di gruppo solo nelle fasi iniziali della loro formazione e in occasione dei ritiri periodici. 

- le messe di gruppo dei neocatecumenali devono essere sempre "aperte anche ad altri fedeli(art. 13, 3 dello statuto)". E soprattutto "bisogna evitare che l'eucaristia celebrata nella comunità neocatecumenale venga percepita come la 'vera' eucaristia rispetto a quella celebrata per tutti i fedeli".

Il pericolo da evitare, secondo il Vescovo, è quello della costituzione di una nuova forma di comunità, alternativa o per lo meno autonoma rispetto alla Parrocchia; cosa che per altro contraddirebbe lo Statuto stesso. 

 

Leggi la Lettera di Mons. Sanguineti