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Articolo di Raffaella Di Marzio


 

Secondo Milingo i sacerdoti esclusi dalla Chiesa Cattolica dovrebbero riprendere il loro ministero e continuare a servire il Signore. L'ordinazione sacerdotale, secondo Milingo,  rimane tale anche se la Chiesa cattolica scomunica.

Dopo la scomunica comminata a Mons. Milingo il 26 Settembre 2006 e il suo abbandono formale delLa Chiesa Cattolica egli ha fondato il Movimento Married Priests Now e si batte perchè i sacerdoti sposati possano esercitare ugualmente il loroministero. Con questa scelta egli ha di fatto costituito un movimento religioso alternativo alla Chiesa cattolica.  In Italia è in contatto con Milingo l'Associazione Sacerdoti Lavoratori Sposati, dell'ex-prete Giuseppe Serrone.

La stampa italiana  ha quasi cessato di interessarsi di questo personaggio che ha riempito le pagine dei giornali alcuni anni fa. Dalla stampa estera si apprendono alcune notizie sulle sue attività.

Ecco una sintesi in italiano di due articoli pubblicati di recente:

ALLAFRICA (2 giugno 2008): L'arcivescovo Milingo ha celebrato la Messa in Zambia il 1 giugno 2008. Ha invitato i sacerdoti scomunicati dalla Chiesa Cattolica a unirsi a lui. Ha dichiarato ai giornalisti presenti alla messa interdenominazionale celebrata a Lusaka che i sacerdoti esclusi dalla Chiesa Cattolica dovrebbero riprendere il loro ministero e continuare a servire il Signore.

Secondo lui l'ordinazione sacerdotale rimane tale anche se la Chiesa scomunica e quest'ultima mente e abusa della sua autorità scomunicando i sacerdoti sposati. San Pietro, per esempio, era sposato. Il suo movimento non è una setta, ma svolge il compito di ricordare alla Chiesa i suoi doveri. I sacerdoti non dovrebbero spaventarsi per la scomunica perchè essa, semplicemente, non esiste.

L'arcivescovo era accompagnato dalla moglie Maria Sung. Alla Messa erano presenti due preti anglicani, il vescovo Luciano Mbewe e altri.

Milingo, inoltre, ha affermato che il Movimento Married Priests Now sta per dare inizio al Concilio Vaticano terzo per dare forma a una Chiesa Cattolica rinnovata. Il Concilio si svolgerà in Sud Corea prima della fine del mese di Giugno 2008.

 


  

Gli sviluppi attuali della vicenda Milingo si possono comprendere meglio se si torna indietro al 2001, quando tutto cominciò, con il suo matrimonio durante una cerimonia presieduta dal Rev Moon, fondatore del Movimento dell'Unificazione.

Chi non ricorda la sua vicenda può leggere una ricostruzione, con documenti inclusi, a questo indirizzo.

Oggi è più facile comprendere e valutare anche la pubblicazione, avvenuta nel 2002 (come avviene sempre in casi simili) di un libro che avrebbe dovuto spiegare i fatti attraverso le parole di Mons. Milingo. Allora Milingo era nella fase del pentimento e dell'obbedienza al Santo Padre.

Per tornare al libro su Milingo, da una recensione di Massimo Introvigne apprendiamo che in una lunga intervista rilasciata cinque anni dopo i fatti, apparsa sul Washington Post (“A Marriage Made in Heaven?”, 11 marzo 2007) Milingo afferma che il libro scritto su di lui, Il pesce ripescato dal fango, “non contiene le sue parole” ma sarebbe il risultato di“uno sforzo di pubbliche relazioni orchestrato dal Vaticano”. Tra le altre cose nel libro si fa dire a Milingo che “forse fu oggetto di una sorta di lavaggio del cervello” (p. 47) e che “non [può] escludere con sicurezza” di essere stato “drogato o ipnotizzato”.

In verità sia nel 2001 che nel 2006 furono in molti a formulare ipotesi su quale fosse la motivazione della ribellione di Milingo. Un famoso esorcista italiano ha affermato, in una prima fase, che Milingo "forse è stato plagiato, forse è posseduto dal demonio", qualche anno dopo parla di "sbandamento di mente e c’è da pensare che non era pienamente in sé".

L'ex arcivescovo cattolico risponde a queste accuse ritorcendole contro il suo interlocutore: "avendo creduto che non possono sbagliare parlando di Milingo, fino a dichiarare pubblicamente che il diavolo si è fatto gioco di Milingo, hanno dimostrato che questa loro audacia è diabolica."

Su queste modalità interpretative che tendono a etichettare qualsiasi scelta considerata "inusuale", "strana" o "riprovevole" avevo, nel 2006, a vicenda conclusa, scritto un articolo, intitolato Milingo e il lavaggio del cervello . Nell'articolo evidenziavo le modalità identiche con le quali alcuni esponenti della Chiesa cattolica prima e i seguaci del Rev. Moon dopo, si sono vicendevolmente accusati di aver fatto il "lavaggio del cervello" al povero vescovo, trattato da tutti, compresi i media, come un poveretto che non era in grado di prendere decisioni con la sua testa. Era solo un plagiato: prima dalla "setta" di Moon, e poi dalla gerarchia cattolica. L'ipotesti formulata in alternativa al "plagio" come ho detto sopra, era quella della "possessione diabolica".

Assecondando la mia attitudine a voler a tutti i costi toccare le cose con mano e sentire l'altra campana, un mese dopo il famoso matrimonio, decisi di pubblicare una Lettera Aperta a Mons. Milingo  e alla quale nessuno aveva risposto. Successivamente la inviai a un esponente della Chiesa dell'Unificazione del Rev Moon in Italia che, invece, mi rispose. Iniziò così Lettera Aperta a Mons. Milingo  che mi aiutò a capire meglio anche il Movimento dell'Unificazione e il modo in cui loro spiegavano e interpretavano la scelta del vescovo cattolico.

La corrispondenza si rivelò molto interessante. Per chi fosse interessato a leggerla è stata ripubblicata nella sezione Il CASO MILINGO.

Negli anni successivi mi resi conto del fatto che le scelte "alternanti" di Milingo (prima il matrimonio, poi il pentimento e il ritorno nella chiesa cattolica e, infine la ribellione definitiva) non avevano nulla a che fare nè con il demonio nè con il lavaggio del cervello, ma avevano radici ben più profonde nella personalità del vescovo, nei suoi scontri con la gerarchia cattolica e nelle sue radici culturali.

Il libro scritto su di lui e quello che avevano detto i giornali era solo una parte della verità oppure erano invenzioni che facevano comodo a una delle due parti in causa. Anche le sue dichiarazioni non venivano riportate sempre integralmente così come molti si dilettarono a parlare in termini poco benevoli di Maria Sung. 

Come faccio sempre, quando decido di studiare un fenomeno, decisi anche quella volta di andare a vedere con i miei occhi e sentire con le mie orecchie.

Maria Sung a San Pietro

 

Così, mi recai a San Pietro la sera in cui i membri del Movimento dell'Unificazione organizzarono una fiaccolata come segno di solidarietà, mentre Maria Sung faceva il digiuno per protesta e chiedeva di rivedere suo marito. Erano poche decine di persone, molti giovani e anche alcuni bambini che si aggiravano tra i presenti con opuscoli del movimento, sempre sotto la sorveglianza dei genitori che si avvicinavano quando qualcuno (come feci io) cominciava a parlare con i bambini.

Mi ricordo un clima sereno. Una persona guidava la preghiera comune e tutti circondavano Maria Sung che era al centro del gruppo. Il clima che respirai era ben lontano dagli isterismi descritti il giorno seguente sui giornali che commentarono la fiaccolata e l'azione pacifica del Movimento in quell'occasione.

Come sempre la soluzione di un problema e la ricerca delle cause di un fenomeno sono molto più complesse di quello che farebbe comodo pensare a chi preferisce emettere giudizi piuttosto che cercare, con fatica, la verità.

 


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