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Tratto da “Brughiera” N. 3 2006 pag. 5

 

Rispettare la sacralità del luogo

 

 Il “fenomeno Fontanelle”: così si può chiamare lo svilupparsi di un culto mariano legato alle quattro apparizioni della Madonna che in questa località della brughiera sarebbero avvenute a Pierina Gilli nel 1966, ovvero ben diciannove anni dopo quella nel Duomo di Montichiari, esattamente dell’8 dicembre 1947.  In tal senso parlare della Madonna delle Fontanelle è un poco improprio, poiché se si mettono in rapporto tra loro le apparizioni del 1947 e quelle del 1966, il mostrarsi della Vergine nella campagna bresciana può essere considerato occasionale rispetto agli sconosciuti intenti delle prime apparizioni in chiesa.  Centrale e motivo di raccordo è la figura della signora Pierina, legata peraltro alle vicende del sangue che sarebbe stato emesso in date precedenti dalla statua di Santa Maria Crocifissa di Rosa, che si trovava allora nella cappella del vecchio ospedale monteclarense.  Se il sociologo bresciano Bruno Massaro ne ha fatto un libro [“Dicono sia apparsa a Montichiari” edizioni “Starrylink”] il motivo è da ricercare anche nella complessità ed insieme nella banalità del  caso.  Da un lato la Chiesa ufficiale, cautissima e forse dubbiosa nel riconoscere la veridicità delle sin qui presunte apparizioni, dall’altro il bisogno popolare di avere santi da glorificare e speranze da lasciare con un cero ed un rosario in un luogo sereno ed ameno come le Fontanelle di Montichiari.  Molto significative le frasi pronunciate da monsignor Virgilio Olmi in qualità di vescovo ausiliario di Brescia in un’intervista del 2002 e riportate proprio nel citato libro di Massaro.  Ad Olmi furono poste dodici domande ed egli, con la sua consueta saggezza e ponderatezza, diede risposte per taluni aspetti comunque clamorose, sollevando in molti altrettante domande che ci portano ancora oggi a parlare del “mistero delle Fontanelle”.

 

Olmi ricorda che il vescovo di allora (parliamo del 1947) monsignor Tredici, costituì una speciale commissione i cui atti sono ancora oggi riservati se non secretati.  Ci parla anche dei “miracoli” e di come non vi siano atti conosciuti che certifichino miracoli alle Fontanelle.  La Gilli lasciò dopo il 1947 Montichiari per stare presso una comunità di suore ove rimase sino al 1966, anno del cosiddetto secondo ciclo di apparizioni; in merito alle presunte lacrimazioni di sangue dalla statua sita presso l’ospedale le analisi ematiche smentirono Pierina (che raccontava di aver raccolto le rosse lacrime ma senza che nessun testimone avvalorasse la cosa) e la stessa Gilli provocò solo scetticismi e incredulità.  Olmi invita nell’insieme ad essere prudenti nei giudizi anche rispetto alla stessa qualità delle acque delle Fontanelle, un tempo sorgive naturali, ora non più, e quindi dotate oggi di acque non provenienti in senso fisico da miracolose fonti.  Assai significativo il passaggio riguardo Mons.Rossi, abate di Montichiari nel 1966, che viene sottilmente accusato di aver voluto approfittare dell’occasione Fontanelle per accrescere il prestigio del paese e quindi della sua basilica.  Fu proprio don Rossi a costruire la cappelletta delle Fontanella e a portarvi la statua della Madonna e l’Olmi, nominato parroco dal ’70 anche con l’incarico assegnatogli dal Vescovo di far chiarezza sulla situazione, dice che monsignor Rossi era persona degna e squisita, ma che sulle Fontanelle avevano proprio pareri opposti.  Del resto il comunicato del Vescovo Morstabilini del 1968 esortava vivamente i fedeli “a non favorire né con pubblicazioni, né con pellegrinaggi, la diffusione di devozioni che si fondano su una non approvata interpretazione di fatti né obbiettivamente controllati, né responsabilmente valutati”.  Pierina Gilli ricavò dalla devozione dei fedeli la casa in cui poi visse e morì e non seguì mai più di tanto le indicazioni del parroco che la esortò sempre alla cautela rispetto agli speculatori in genere.

 

Il successivo Vescovo, monsignor Foresti, pur ricevendo pressioni di “devoti” non meglio precisati, non esitò a promulgare nel 1984 una nota in cui si legge che “Il Vescovo di Brescia, confortato dall’autorevole parere della sacra Congregazione della Dottrina della Fede, comunica che le cosiddette apparizioni della Madonna Rosa Mistica non presentano motivi di credibilità.  Il culto alla Madonna Rosa Mistica perciò non è approvato e non può essere praticato, né favorito, e chiunque lo favorisce, diffondendo pubblicazioni e pellegrinaggi, non aiuta, ma turba la fede dei credenti, inducendoli ad agire contrariamente alle disposizioni della Chiesa”.  Addirittura l’attuale Vescovo Sanguineti giunge a toccare direttamente le questioni edificatorie sino ad esprimere la considerazione che “non è opportuno permettere la costruzione di Cappelle, o di strutture architettoniche per non avvalorare l’idea della sacralità del luogo, a motivo delle presunte apparizioni.”.  In conclusione, ci pare che ancora oggi sia chiaro lo scetticismo ecclesiastico del culto mariano delle Fontanelle.  

 

Ciò non annulla la fede personale, la preghiera individuale presso le Fontanelle come in altri luoghi, la religiosità intima e riservata di ogni fedele ma certo implica una profonda riflessione in chi voglia rispettare anche l’autorità della Chiesa e dei sui pastori.  L’associazione “Rosa Mistica” che in un qualche modo organizza e gestisce i pellegrinaggi, ha addirittura un proprio sito internet (www.associazioni.it/rosamistic¶

afontanelle/) in cui tra le “ricorrenze importanti” stanno tutti gli anniversari delle apparizioni che vengono date per certe e quindi da glorificare; per avvalorare le proprie tesi l’associazione scrive che essa “è sotto il controllo del Vescovo di Brescia Mons. Giulio Sanguineti che ha nominato un sacerdote quale direttore dell'ufficio liturgico diocesano, con il compito di seguire il culto a Fontanelle”.

 

Ma allora perché si edificherà alle Fontanelle ? 

 

Monsignor Olmi con arguzia e sincerità non ha esitato a far emergere gli interessi molteplici di chi tiene a far vivere ed espandere il mito delle fonti miracolose.  I “fenomeni indotti” alla devozione mariana riguardano ad esempio le agenzie turistiche, gli albergatori, i venditori di souvenir, i ristoranti e così via, ma anche i devoti che sperano di trovare almeno alle Fontanelle l’aiuto divino e la conferma della fede in un aldilà.   Massaro come ricercatore ha trovato anche tante testimonianze di uomini e donne, di ex-voto, di utilizzatrici di pendolini radioestetici… noi, come giornale, non abbiamo mire o rivalse, non cerchiamo nulla, nemmeno la verità che tanto spesso non è univoca, ma certo ci piace leggere di Massaro il seguente pensiero: “Montichiari … è anche una località che rivendica un ritorno al naturale, un ritorno all’antico in cui si riesca, nonostante tutto, ad ammirare quanto il piccolo sia bello”.  Per questo vorremmo che le Fontanelle restassero tale e quali e che se sacralità c’è nel luogo essa sia quella della natura così come i nostri avi ce l’hanno lasciata.

 

Il piano di lottizzazione delle Fontanelle

 

Con atto n°148 del 06-07-06 la Giunta comunale di Montichiari ha approvato una delibera che ha per titolo: “ESAME ED ADOZIONE DEL PIANO DI LOTTIZZAZIONE IN VIA RAMPINA DI S.GIORGIO - LOC. FONTANELLE DI PROPRIETA' DELLA ASSOCIAZIONE ROSA MISTICA LE FONTANELLE”.

 

Con questa delibera (cui è seguita la successiva n°176 del 07-09-06: “APPROVAZIONE DEFINITIVA…”) l’Amministrazione monteclarense ha dato il suo assenso al piano di lottizzazione che riguarda l’ambito complessivo che va dal colle di San Giorgio al luogo dove si svolge il culto per “Rosa Mistica”.  La società omonima interessata, presieduta da Leonardo Tanzini, che è anche presidente del Centro Fiera di Montichiari, e che ha al proprio interno personaggi conosciuti della storia polito-economica passata ed attuale del paese, ha presentato un progetto teso a varare opere che l’aiutino a continuare a svolgere “compiti di animazione liturgica, accoglienza dei pellegrini secondo le indicazioni del sacerdote che segue il culto alle Fontanelle, custodia, presidio e manutenzione dei luoghi, attuando tale servizio sia sui fabbricati che sui servizi, sia sulle aree inedificate”.  

 

E l’Amministrazione Comunale dichiara che “ritiene di pubblica utilità il servizio svolto dall’Associazione e condivide le necessità della medesima di rendere le citate strutture più adeguate ai compiti citati, con interventi di ristrutturazione, ampliamento, realizzazione di parcheggi e di servizi, sulle aree di proprietà”.  Non vogliamo qui entrare nello specifico ma siamo davvero molto preoccupati e temiamo che la questione fondamentale  del rischio sia “che le aree comprese nel piano di lottizzazione in parola non ricadono in vincolo storico culturale né paesistico-ambientale, ex D.Lgs 22/01/2004, n. 42, né in zona di vincolo idrogeologico di cui alle relative leggi.”.  Certo il recentemente approvato PRG avrebbe potuto inserire dei limiti e delle normative ma è probabile che l’amministrazione comunale monteclarense, abbia proprio voluto non ostacolare progetti che potranno far sì che le Fontanelle divengano una piccola Lourdes. 

 

 

Breve nota descrittiva del progetto di lottizzazione tratto dalla relazione tecnica dell’arch.Frassoni Roberto di Brescia :

 

“Il progetto prevede la realizzazione di due piccoli corpi di fabbrica aventi ciascuno una superficie lorda di pavimento di mq 12,50 ed una cubatura di mc 364,50 considerando un’altezza massima di m 3,00, per un totale quindi di 243,00 mq di superficie lorda di pavimento e mc 729,00 di volume.  Ognuno dei corpi di fabbrica è inoltre caratterizzato da un piano interrato … la costruzione consiste sostanzialmente in due edifici che fungono da accoglienza e da servizio al centro di preghiera delle “Fontanelle” … l’Associazione garantirà ai pellegrini l’accesso all’area e all’utilizzo delle strutture, destinate ad una funzionale ed  ordinata manifestazione religiosa.  La tipologia edilizia costruttiva è tradizionale (muratura in laterizio a vista, o muratura mista in pietra, laterizio e ciottoli di fiume, copertura in coppi di cotto); il linguaggio compositivo e formale evoca, aggiornando la declinazione, i caratteri propri degli edifici rurali tipici della campagna circostante, (serramenti in legno, canali e pluviali in rame).  L’immobile si divide in : - un blocco gestionale per il sacerdote; - un blocco per la riflessione e la preghiera; nel primo blocco, in base alla destinazione d’uso, troveranno collocazione locali direzionali e gestionali … un locale di vendita souvenirs, un deposito ripostiglio… stanza di riposo e bagno per un sacerdote che presta assistenza religiosa; nel secondo blocco troveranno posto … una grande sala d’accoglienza e riflessione, che prepara i pellegrini al rito della confessione; locali di servizio, servizi igienici, cucina.  Il tutto è delimitato su tutti i lati da un muro in mattoni… La sistemazione degli spazi esterni con verde attrezzato … il parcheggio autobus… la nuova strada larga 5 metri, con una superficie totale di mq 940,00 verrà costruita nella parte est del lotto.  In totale saranno presenti mq 6061,80 di percorsi carrabili di cui mq 5121,80 di strada esistente.  Il piano urbanistico prevede nuovi percorsi pedonali … realizzati in modo tale da essere utilizzati, in totale sicurezza, durante le processioni religiose.  Complessivamente gli spazi occuperanno una superficie di mq 775,60; si prevedono inoltre spazi verdi agricoli, piantumati, attrezzati ed un nuovo parcheggio di mq 3862, 42 lungo via Fornace per la sosta degli autobus con una capienza pari a 12 autobus, un parcheggio auto di mq 771,05 con capienza pari a 30 autovetture.”

 

Una qualche sorpresa ai profani crea la lettura della documentazione chiamata “Esame dell’impatto paesistico del progetto” laddove, in una tabella di sintesi viene dichiarato che NON esistono alle Fontanelle “elementi naturalistico-ambientali significativi quali alberature, …, fontanili …”; che NON esistono “centri e nuclei storici,…, chiese e cappelle, mura storiche”;  “che il sito NON interferisce con un belvedere o con uno specifico punto panoramico prospettico”. 

 

 

Il diverso interesse dei quotidiani bresciani per le Fontanelle  

 

In pochi forse hanno notato un fatto che invece è stato posto all’attenzione dei cittadini dal nostro sito www.cittadinimontichiari.it: mentre il quotidiano “Giornale di Brescia” poco o nulla pubblica da sempre sul culto delle Fontanelle, l’altro quotidiano della città “Bresciaoggi” da anni pubblica articoli di varia natura su Rosa Mistica e sui pellegrini che la frequentano.  Come mai?  Un tempo il “Giornale di Brescia” era ritenuto, anche per motivi di proprietà, molto vicino alla Curia bresciana.   Può allora il silenzio del quotidiano essere interpretato come la scelta di non appoggiare un culto a tutt’oggi non validato da alcuna bolla ecclesiastica?  E’ pur vero che con talune scelte l’attuale Vescovo Sanguineti  pare avere concesso aperture di credito ma a nostro avviso vanno lette come constatazione di fatto del movimento di fedeli e dell’esigenza di “gestirli” anche dal punto di vista della fede e della preghiera.  In tal senso, e non come certificazione di veridicità delle apparizioni, va letta l’individuazione di un sacerdote dedicato alle Fontanelle ed alle relative messe sul luogo tanto caro alla defunta Pierina Gilli.  E’ infine di questi giorni la notizia che “i turisti non vengono in Italia per turismo ma appositamente per visitare le Fontanelle”, così dicono gli operatori turistico alberghieri locali e sicuramente i pellegrini, che con i pulman numerosi giungono a Montichiari, di certo sono multietnici ed internazionali.