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Preoccupazione per l'approvazione del Disegno di Legge sulla manipolazione mentale in discussione al Senato
 Articolo di Raffaella Di Marzio
 
Il 16 Giugno 2005 si è svolta al Senato la seduta pubblica nella quale sono stati discussi i disegni di legge 1777 e 800 riguardanti, rispettivamente, le Disposizioni concernenti il reato di manipolazione mentale e le Norme per contrastare la manipolazione psicologica.
Riportiamo il n. 10 della Raccomandazione 1412 (1999) del Consiglio d'Europa con le modifiche definitive :
10. Pertanto l'Assemblea richiede ai governi degli stati membri:
I. dove necessario, l'istituzione o il sostegno di centri indipendenti nazionali o regionali di informazione su gruppi di natura religiosa, esoterica o spirituale;
II. l'inclusione di informazioni sulla storia di scuole di pensiero importanti e sulla religione nei curriculum scolastici generali;
III. l'uso delle normali procedure della legge penale e civile contro le pratiche illegali svolte in nome di gruppi di natura religiosa, esoterica o spirituale;
IV. garantire il fatto che le leggi sull'obbligo scolastico per i bambini siano applicate rigorosamente e che le autorità preposte intervengano in caso di non ottemperanza.
V. dove necessario, incoraggiare l'istituzione di organizzazioni non governative per le vittime, o le famiglie delle vittime, di gruppi religiosi, esoterici o spirituali, in modo particolare nei paesi dell'Europa centro-orientale;
VI. incoraggiare un approccio ai nuovi gruppi religiosi che favorisca comprensione, tolleranza, dialogo e risoluzione dei conflitti;
VII. prendere misure ferme contro qualsiasi azione che sia discriminatoria o che marginalizzi i gruppi minoritari.
 
Durante la seduta è stata sollevata una questione pregiudiziale di incostituzionalità da parte degli esponenti del centrosinistra e dei verdi: " ... troppo vaghi i confini della materia, troppo forte il pericolo di una deriva illiberale, un nuovo attentato alla libertà personale dei cittadini" per un provvedimento che configura con termini vaghissimi, quali condizionamento e soggezione, un reato punibile con la reclusione da due a sei anni. Il pericolo, secondo questi esponenti, sta nel fatto che qualsiasi evento "che implichi un’interrelazione psichica, persino il rapporto maestra-allievo e medico-paziente, così come una conversione religiosa, potrà essere arpionato e colpito con il carcere".
La seduta si è conclusa senza la votazione sulla questione pregiudiziale per mancanza di numero legale. Nella seduta successiva, del 23 Giugno, la questione pregiudiziale è stata respinta.
Ho già espresso le mie perplessità su questo Disegno di legge nel mio articolo Un Disegno di Legge che introduce nel Codice Penale il reato di manipolazione mentale. Qualche riflessione critica.
Vorrei aggiungere che la contrarietà a questo Disegno di Legge viene espressa anche in ambienti critici verso le "sette" e non solo da studiosi che non sono impegnati nell'assistenza alle vittime e che tendono piuttosto a difendere la libertà religiosa. 
Tanto per fare un esempio, il gestore dell'unico Sito critico su Scientology in Italia, che diffonde una informazione dello stesso tenore anche verso le "sette" in genere, Martini, nel suo sito, ha recentemente aggiunto un link al mio articolo e, nel commento al link, afferma di condividerlo "pienamente".
Oltre ad una petizione firmata da numerosi studiosi, anche alcune organizzazioni religiose hanno espresso la loro preoccupazione, come, per esempio, La Commissione delle chiese evangeliche per i rapporti con lo Stato (Ccers) riunitasi a Roma il 30 maggio che, in un ordine del giorno, ribadisce "la propria preoccupazione sul decreto di legge 1777, all'esame del Senato, che prevede il reato di manipolazione mentale. La formulazione è tale da costituire un pericolo anche per la libertà religiosa. Essa rischia di configurare come reato ogni conversione indotta dalla predicazione e dall'esempio. La Ccers ritiene che effettivamente esista il pericolo di coartazione della volontà dei singoli mediante tecniche di condizionamento. Tuttavia l'indeterminatezza della fattispecie sembra riprodurre gli aspetti che a suo tempo avevano portato alla dichiarazione di incostituzionalità del reato di plagio. La Ccers nota tra l'altro, che non si prevede come condizione necessaria di punibilità un utile per l'agente, colpendo così ogni forma di convinzione e di trasmissione di pensiero e di fede".
Sono molte, dunque, le dichiarazioni di contrarietà a questo disegno di Legge, e provengono anche da coloro che ritengono che esista il pericolo di influenzare indebitamente la volontà altrui attraverso metodi di persuasione coercitiva. 
Aggiungerei a queste considerazioni un'ulteriore autorevole parere che è quello del Consiglio d'Europa. Questo Disegno di Legge contrasta, infatti, fortemente anche con una Raccomandazione del Consiglio d'Europa a tutti gli Stati Membri adottata all'unanimità il 22 Giugno 1999. 
Nel 1999 il Consiglio d'Europa stilò un Rapporto nel quale ribadiva la sostanziale validità della Raccomandazione su Sette e Nuovi Movimenti Religiosi n. 1178 adottata dal Consiglio d’Europa nel 1992. In essa si affermava che una legislazione specifica sulle sette era indesiderabile, poiché quest’ultima avrebbe potuto interferire con l’Articolo 9 della Convenzione Europea sui Diritti Umani. Oltre a questo suggeriva di applicare rigorosamente la legislazione vigente, soprattutto in materia di protezione dei minori e di coloro che lavorano per le sette.
Il Consiglio d’Europa, successivamente, alla luce di "incidenti seri" che si erano verificati a partire dal 1992, ha rivisto queste indicazioni e ha riconsiderato il fenomeno delle sette, sostanzialmente per due motivi: il primo è che il numero di persone coinvolte in questi gruppi andava aumentando (nonostante i gravi episodi di omicidi - suicidi collettivi e la propaganda di Scientology che ha accusato il governo tedesco di razzismo e intolleranza religiosa), il secondo è la diffusione di sette nell’Europa centrale ed orientale lì dove per molto tempo era stato impedito ai cittadini di esercitare liberamente la fede religiosa.
Una delle questioni fondamentali che il Rapporto ha affrontato è la distinzione tra sette e religioni. Poiché "non esiste una definizione accettata del termine ‘setta’, che oltretutto ha assunto una connotazione molto negativa, si consiglia le autorità statali di utilizzare la definizione di 'gruppi di natura religiosa, spirituale o esoterica' ". In questo modo si evitano tre errori:
  • discriminare gruppi con dottrine strane ma assolutamente innocui
  • includere nei gruppi pericolosi organizzazioni perfettamente inserite nelle religioni maggioritarie
  • distinguere in modo arbitrario e discutibile le sette dalle religioni.
Riguardo a quest’ultimo aspetto il Rapporto afferma che, se i governi entrassero in questa diatriba, potrebbero facilmente cadere nella trappola di quei gruppi che "...affermano, rapporti di esperti alla mano, di non essere sette ma, di fatto, religioni e che conseguentemente lo stato non ha il diritto ad agire contro di loro". Poiché l’Articolo 9 dell’ ECHR sancisce la libertà di credo, gli Stati non possono decidere quali siano le religioni accettabili e quali no. Essi devono, invece, preoccuparsi delle attività dei gruppi (commesse in nome o sotto la copertura del credo), non delle loro dottrine. 
In questo modo si priva le organizzazioni più pericolose del loro principale strumento di difesa e della "trappola" in cui esse cercano di attirare le autorità : "... cercare di dimostrare che il loro credo costituisce una religione, in modo da poter poi affermare di agire in accordo con esso anche se ciò implica la commissione di illegalità".
Nonostante i casi di suicidi/omicidi collettivi che si sono verificati anche in Europa negli anni 90, Il Consiglio d'Europa afferma che, non esiste "... ancora il problema di patrocinare una legislazione più significativa...", ma "...è possibile proporre un certo numero di misure a protezione dei membri più vulnerabili della società e rendere possibile, come ultima risorsa, il bandire certi gruppi che sono conosciuti per ospitare gli esecutori di attività criminali".
Questa affermazione si basa sul fatto che "...la libertà di manifestare la propria religione o il proprio credo deve essere assoggettata alle sole limitazioni prescritte dalla legge e sono necessarie, in uno stato democratico, nell'interesse della sicurezza pubblica, per la protezione dell'ordine pubblico, della salute o della morale, o per la protezione dei diritti e delle libertà altrui."
La proposta operativa che viene fatta nella Raccomandazione non è dunque quella di approvare leggi contro la manipolazione mentale, ma, piuttosto, quella di prevenire il fenomeno.
Le proposte operative del Consiglio d'Europa sono elencate al N.10 della Raccomandazione 1412 (1999). Si tratta di sette richieste che il Consiglio fa a tutti gli Stati membri; la terza richiesta è questa:"...l'uso delle normali procedure della legge penale e civile contro le pratiche illegali svolte in nome di gruppi di natura religiosa, esoterica o spirituale". 
Mi sembra evidente che il Consiglio d'Europa non minimizza il problema in questione, nè difende i gruppi religiosi che compiono abusi sui loro seguaci o reati di vario genere, ma afferma che le azioni da intraprendere sono diverse da quella che è attualmente in discussione nel nostro paese. 
Il fenomeno, anche secondo questo autorevole organismo comunitario, si affronta e si previene attraverso l'informazione corretta ed obiettiva sui movimenti, l’educazione e l’ istruzione, la protezione dei membri più deboli e l' istituzione di centri di aiuto per le vittime.
 
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