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Il 13 dicembre 2013 la Commissione straordinaria per la tutela e la promozione dei diritti umani del Senato ha ascoltato in audizione l'avvocato David Matas, candidato al premio Nobel per la pace nel 2010, e rappresentanti dell'associazione italiana Falun Dafa.

 

COMMISSIONE STRAORDINARIA PER LA TUTELA E LA PROMOZIONE DEI DIRITTI UMANI

GIOVEDÌ 19 DICEMBRE 2013
30ª Seduta

Presidenza del Presidente


MANCONI


In apertura di seduta il presidente MANCONI ringrazia le personalità presenti in audizione sottolineando l'importanza dell'appuntamento odierno e ricordando che giovedì 12 dicembre il Parlamento europeo ha adottato una risoluzione sull'argomento che sarà trattato nell'audizione oggi, vale a dire gli espianti forzosi in Cina.

Andrea LORINI, presidente dell'Associazione italiana Falun Dafa, ricorda che il Falun Gong deriva da un'antica tradizione cinese volta a purificare corpo e mente attraverso esercizi fisici e la pratica meditativa: introdotto nel 1992 dal fondatore Li Hoghzhi, si è rapidamente diffuso fino a coinvolgere, solo sette anni dopo, tra settanta e cento milioni di persone. Tollerato dapprima dal governo cinese, il Falun Gong è stato successivamente ferocemente perseguitato, in particolare a partire dagli anni del governo di Jang Zemin.

L'avvocato David MATAS ricorda che il suo lavoro di ricerca condotto insieme a David Kilgour da oltre sette anni sugli espianti forzosi in Cina su persone appartenenti al Falun Gong, è approdato a un rapporto realizzato sulla base di dati certi e verificabili come, ad esempio, testimonianze dirette. In molti casi si tratta di detenuti sottoposti a esami del sangue o altre analisi preliminari a operazioni di espianto. L'alto numero dei trapianti effettuati in Cina, possibili in quel paese con un preavviso insolitamente breve, ha rappresentato un altro importante indicatore, così come la pubblicità che facilmente si può trovare su internet. Anche le strutture militari hanno preso parte a tale pratica. Non è persuasiva, a suo avviso, la giustificazione addotta dalle autorità cinesi, secondo la quale gli organi sono espiantati da condannati a morte giustiziati, poiché tale argomento non trova corrispondenza nei numeri. La verità è che in Cina i trapianti di organi costituiscono un business, intorno al quale ruota un vero e proprio "turismo dei trapianti" e che a questo scopo vengono uccise delle vittime di tale traffico. Alcuni paesi, in primo luogo Spagna e Israele, ma anche Australia, Canada e Belgio, sono impegnati sul piano legislativo per contrastare tale fenomeno, mentre la Cina si limita a giudicare ogni critica come "anticinese". La citata risoluzione approvata dal Parlamento europeo, così come l'analoga iniziativa che risulta allo studio da parte del Congresso americano e il lavoro condotto in proposito dal Consiglio d'Europa, danno conto di una crescente consapevolezza della drammaticità del problema. Per quanto riguarda l'Italia va ricordato che lo scorso 15 giugno è stato approvato il parere "Traffico illegale di organi umani tra viventi", redatto dal professor Lorenzo d’Avack, vicepresidente vicario del Comitato Nazionale per la Bioetica, e dal professor Adriano Bompiani, presidente onorario dello stesso Comitato.

La senatrice Elena FERRARA (PD) domanda come potrebbero essere migliorate le normative nazionali sui trapianti in modo da contrastare anche per questa via il traffico illegale degli organi.

La senatrice PADUA (PD) chiede invece in che modo si potrebbero incentivare le donazioni di organi suggerendo che di tale questione, così come del drammatico tema affrontato nella seduta odierna, possa essere interessata anche la Commissione igiene e sanità del Senato.

Il presidente MANCONI sottolinea la piena titolarità del Parlamento, nella sua autonomia, e in particolare di questa come di altre Commissioni, a occuparsi dell'espianto forzoso di organi rilevando che, nel caso della Cina, tale doloroso argomento investe anche il tema della libertà religiosa.

Il senatore Maurizio ROMANI (M5S) riferisce di avere ascoltato l'avvocato Matas nel giugno scorso a Firenze e nel sottolineare che il traffico di organi riguarda molti soggetti, e segnatamente pazienti, medici, chirurghi, mediatori, ricorda di aver presentato uno specifico disegno di legge, l'atto Senato n. 922, "Modifiche al codice penale e alla legge 1 aprile 1999, n. 91, in materia di traffico di organi destinati al trapianto", volto a contrastare questo terribile commercio agendo sull'inasprimento delle pene.

La senatrice GRANAIOLA (PD) chiede se l'espianto forzoso riguardi anche la minoranza tibetana.

L'avvocato MATAS ricorda nuovamente i paesi che hanno adottato o stanno adottando iniziative legislative specifiche e sottolinea che è necessaria una presa di coscienza collettiva che conduca a una condanna unanime, a livello internazionale, di tutto ciò che ha a che fare con il traffico degli organi. Conferma che anche a suo avviso in Cina il tema dell'espianto degli organi riguarda la questione della libertà religiosa, precisando che la ricerca che egli ha condotto insieme a David Kilgour riguarda gli espianti da esponenti del Falun Gong, ma che il saggio di Ethan Gutmann, incluso nel volume "Organi di Stato" a disposizione della Commissione, riferisce compiutamente di altre minoranze, come ad esempio i tibetani, che sono vittima di espianti forzosi.

Il presidente MANCONI ringrazia le personalità convenute in audizione e i senatori presenti per la partecipazione al dibattito e dichiara conclusa la procedura informativa. 


 

Intervista a Marco Perduca su Radio Radicale - 19 dicembre 2012

 

 

 

 

Altre interviste e la registrazione dell'audizione su Radio Radicale 


Articolo tratto da RAI News

 

Al Senato David Matas, l'avvocato che parla di neocannibalismo di stato

Rapporto shock: detenuti uccisi per espiantare i loro organi -

Secondo il rapporto investigativo "Bloody Harvest" in Cina tra il 2000 e il 2005 i praticanti del Falun Gong, disciplina buddista perseguitata dal 1999, avrebbero subito l'espianto forzato di 41500 organi


di Carla Toffoletti - 19 dicembre 2013


Audizione shock in Senato, Commissione Diritti Umani, dove si denuncia l’espianto forzato e sistematico di organi dai prigionieri di coscienza, e in particolare dai praticanti del Falun Gong in Cina.

L'inchiesta

"Non posso rendere giustizia in pochi minuti a tutto il lavoro fatto in anni”, esordisce l’avvocato canadese per i diritti umani David Matas, candidato al nobel per la Pace 2010, invitato ad esporre i termini di quello da molti denunciato come un neo-cannibalismo di Stato. “Ho iniziato a indagare sulle accuse di espianti forzati in Cina nel 2006 dopo che un reporter di una stazione televisiva giapponese e la moglie di un chirurgo hanno lasciato la Cina per andare negli Stati Uniti, dove hanno raccontato di un campo di lavoro nelle vicinanze di un ospedale della Cina Nord-Orientale in cui i praticanti del Falun Gong erano detenuti per fungere da banca vivente per l’espianto di organi. Quando l'ospedale aveva bisogno di organi per i trapianti, loro cercavano gli organi compatibili tra le persone del campo di lavoro, prendevano la persona ed espiantavano tutti gli organi vendibili, uccidendo il praticante durante l'operazione”.

L’inchiesta, portata avanti assieme all'ex segretario di Stato canadese David Kilgour, ha dimostrato che questa pratica aberrante sta avvenendo puntualmente e che "le accuse sono vere”.

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