Contenuto principale

Traduzione della pagina delle FAQ pubblicata nel sito del

CICNS (Centre d’Information et de Conseil des Nouvelles Spiritualitès)

CICNS

A cura di Simonetta Po 

CICNS – Domande e risposte (FAQ)

 

Questo articolo risponde ad alcune delle domande più frequenti poste in merito a CICNS e ai culti, o sette, in generale.

 

 

Domanda 1: Perché avere un altro punto di vista sulle sette?

Abbiamo bisogno di una visione aperta e tollerante delle minoranze spirituali.

 

Domanda 2: Si direbbe che voi pensiate che le sette (o i culti) non esistano. È vero?

I membri della nostra associazione sono consapevoli del danno che i fanatici religiosi possono fare o della tentazione di alcuni fanatici a usare principi spirituali per acquisire potere personale su altri individui. Tuttavia, in Francia e altrove esistono minoranze spirituali sane. Esistono molti gruppi con una vocazione spirituale che, benché diversa e distinta dalla religione maggioritaria, non sono coinvolti in comportamenti distruttivi. Questi gruppi aspirano a rispondere alle domande fondamentali che l’uomo si pone, così da migliorare la propria vita e la società circostante.

I media hanno usato alcuni tragici eventi per stigmatizzare tali minoranze, per trasformarle in capri espiatori facendo di tutt’erbe un fascio. La parola “culto” (o “setta”) è espressione di quella stigmatizzazione. Uno degli obiettivi del CICNS è porre termine a questa ridicola associazione tra criminalità e minoranze spirituali. La criminalità esiste ovunque e non ha nulla a che spartire con le minoranze spirituali. Noi riteniamo che tali minoranze meritino di essere difese.

 

Domanda 3: ma il pericolo esiste?

I gruppi spirituali non hanno un numero maggiore di individui pericolosi rispetto agli altri gruppi. In realtà, chi si associa a un gruppo spirituale generalmente conduce una vita orientata all’amicizia e alla pace interiore. Rari casi di comportamento riprovevole tenuto da qualche particolare individuo all’interno di una minoranza religiosa non dovrebbero più essere usati per condannare tutte le spiritualità New Age, come è invece stato fatto fino ad ora in Francia.

 

Domanda 4: Se non state negando l’esistenza di questo tipo di comportamento, come suggerite di condannarlo?

Le azioni criminali sono commesse da esseri umani squilibrati, indipendentemente dalla loro appartenenza a un qualche gruppo, sia esso politico, religioso o di altra natura. Il sistema giudiziario è attrezzato per gestire queste situazioni e trattare le azioni criminali di tutti i cittadini indipendentemente dalle loro affiliazioni.

 

Domanda 5: State negando l’esistenza di un collegamento (causa ed effetto) tra l’appartenenza a un gruppo spirituale e l’azione criminale?

Le minoranze spirituali non invitano i propri membri a comportarsi in modo criminale o a impegnarsi in comportamenti antisociali. Se tali azioni e comportamenti si verificano, il gruppo criminale non può essere considerato una minoranza spirituale. Questo è il motivo per cui denunciamo l’associazione tra criminalità e minoranze spirituali. Poiché però il mito della setta antisociale e terrorista viene coltivato dai media e da qualche autorità, esso è ben radicato nella mente dell’opinione pubblica.

Il comportamento violento e antisociale si può manifestare in qualsiasi individuo. Quando un appartenente a un partito politico, a un ordine professionale o a un qualsiasi gruppo sociale commette un crimine, non viene fatta alcuna associazione tra il crimine e il gruppo a cui quella persona appartiene. Questa associazione tra individuo e gruppo viene fatta unicamente quando la persona appartiene a una minoranza spirituale, o vi ha fatto parte.

Qualche tempo fa un pompiere appiccò un incendio a un bosco, ma nessuno prospettò l’idea che il corpo dei vigili del fuoco fosse una setta. Associare gruppi spirituali ad azioni riprovevoli è esso stesso un crimine. Oggi in Francia sono più le vittime delle campagne degli antisette che non quelle delle “sette”.

 

Domanda 6: Non è forse vero che i giornali parlando delle tendenze suicide delle sette?

Il numero maggiore di suicidi avviene nelle forze di polizia e nelle istituzioni educative. Anche in questo caso nessuno si sogna di prendere in considerazione che quelle istituzioni siano legalmente responsabili di quella situazione. Nessuno trae la conclusione che la polizia o le istituzioni educative siano delle sette.

In realtà, tutti i gruppi umani mostrano uno o più dei criteri che gli attivisti antisette usano per descrivere una setta. Fare quel tipo di identificazione è irriguardoso verso i gruppi “maggioritari”. Noi chiediamo che si mantenga lo stesso tipo di rispetto nei confronti delle minoranze spirituali di Francia, paese che sostiene di essere una democrazia.

Agli osservatori del CICNS è chiaro che l’intenzione celata dietro tale identificazione è lanciare discredito sulle minoranze spirituali.

 

Domanda 7: Non state esagerando? Perché mai la gente dovrebbe voler screditare le minoranze spirituali?

Tenete sempre a mente l’indimenticabile “L'affaire de l'Essentiel”. Noi riteniamo che in Francia sia in atto una vera e propria caccia alle streghe il cui scopo reale è rinfocolare vecchie passioni e pregiudizi così da distogliere l’attenzione della gente dai veri problemi della nostra società.

 

 

Domanda 8: Come commentate i suicidi collettivi che si sono guadagnati i titoli dei giornali?

Recatevi alla pagina del nostro sito che discute questo argomento. Se conoscete la storia di una sola campana, resterete sicuramente sorpresi dai suoi contenuti.

 

Domanda 9: Non è forse vero che nella nostra regione si sono verificati casi reali di abuso?

Qui al CICNS siamo aperti a discutere di questo tipo di abusi. Tuttavia, rimaniamo sempre scioccati nell’osservare come i media sollevino domande e accuse su premesse inconsistenti e superficiali, o quando ascoltiamo dichiarazioni ufficiali del tutto faziose del governo. Gli abusi esistono e sono presenti a tutti i livelli della nostra società; il sistema giudiziario non li gestisce necessariamente in modo equo.

La parola “culto” o “setta” usata dai media e dalla pubblica opinione in riferimento alle minoranze spirituali è un esempio impressionante del successo della manipolazione collettiva per associare una cosa a un’altra. Il risultato di tale condizionamento è che la gente comincia a credere a tutto ciò che viene detto sulle minoranze spirituali.

Fatevi onestamente questa domanda: che cosa sapete, in realtà? Consultate i nostri archivi e partecipate a una riflessione più aperta su questo fenomeno. Sebbene molti di noi siano consapevoli che i media forniscono di rado dei resoconti accurati, abbiamo però la tendenza ad accettare come verità qualsiasi cosa essi raccontino. Questo paradosso porta a una visione falsata della realtà, in particolare sulle minoranze spirituali.

 

Domanda 10: Ma che dire di quei bizzarri guru circondati da molte mogli, aggrappati al potere e con le tasche piene di soldi?

Complimenti, avete verbalizzato una delle caricature archetipiche costruite negli ultimi vent’anni nella mente dell’opinione pubblica. Riflettete su quella descrizione. Le debolezze umane vengono esagerate e proiettate su un capro espiatorio per creare reazioni ostili e miopi, poi ci si riconosce dalla parte buona, vale a dire dalla parte della “gente normale”.

Ma si tratta di una caricatura rozza, falsa e intenzionalmente distruttiva dei valori essenziali promossi e vissuti dalle minoranze spirituali. Detto questo, in democrazia essere strambi, ricchi e circondati da donne non è un reato e non giustifica la stigmatizzazione delle minoranze spirituali. Resta il fatto che la maggioranza delle minoranze spirituali è molto più discreta.

 

Domanda 11: Lasciamo perdere la parola “caricatura”. Non è forse vero che la spiritualità viene spesso usata come etichetta per mascherare intenzioni meno onorevoli?

Sono molte le cose che possono essere distorte con intenzioni disonorevoli. La laicità può essere usata come maschera di comportamento antireligioso, la politica per mascherare uno smodato gusto per il potere; in Francia, libertà e democrazia vengono spesso usate per mettere al bando le minoranze religiose! I cittadini francesi adulti devono usare il loro diritto al libero arbitrio in tutti gli aspetti della vita, non spetta al governo farlo al posto loro. Tutti hanno il diritto di intraprendere un percorso che agli altri può apparire insolito, e tutti hanno addirittura il diritto di commettere errori. Tutti le truffe di cui sono accusate le sette, non quelle create dagli attivisti antisette, sono irrisorie se paragonate alle truffe legali che fioriscono nella nostra società per condizionare le scelte dei consumatori.

Se desiderate sinceramente denunciare i raggiri della nostra società, sappiateli riconoscere ovunque e non stigmatizzate un gruppo di minoranza. Questo è un principio democratico fondamentale. L’atteggiamento opposto mette in pericolo le libertà individuali, anche quelle di chi non è associato alle minoranze spirituali.

 

Domanda 12: qual è il vostro punto di vista sul plagio (brain-washing)?

Il plagio è un concetto vago e demagogico usato dal movimento antisette per condannare le minoranze spirituali, invece che approfondire in modo accurato le questioni che le riguardano. Se il plagio esiste, allora le minoranze spirituali non sono le sole interessate a questo fenomeno. Le campagne pubblicitarie utilizzano strumenti di persuasione molto efficaci e potenti; a volte le nostre relazioni quotidiane hanno caratteristiche che ricordano il plagio. La maggioranza delle trasmissioni televisive che cercano di screditare le sette usa processi simili al plagio. In un modo o nell’altro, le tendenze umane ad abusare di piccoli o grandi poteri non dovrebbero essere associate alle minoranze spirituali. Tali minoranze sono uno dei pochi luoghi in cui i grandi quesiti umani vengono trattati con attenzione e sincerità. L’umanesimo manca da molto tempo nella struttura ufficiale; ecco perché il CICNS ha deciso di aiutare le minoranze spirituali a farsi ascoltare e a rendere noto il valore dei loro percorsi.

 

Domanda 13: quali sono i vostri obiettivi?

Il CICNS suggerisce un nuovo punto di vista sulle minoranze spirituali, un punto di vista distante dai luoghi comuni, distante dalle generalizzazioni più disgustose che grazie alle campagne antisette degli ultimi vent’anni hanno influito sulla vita di migliaia di persone in Francia.

Intendiamo fornire al pubblico quelle informazioni fattuali che finora sono state tenute nascoste nei dibattiti sul fenomeno delle minoranze spirituali.

Ci aspettiamo che le minoranze stesse si liberino dal giogo di paura derivato dalle campagne antisette, che le minoranze smettano di credere che la “setta è il gruppo altrui, non il nostro” e che partecipino in modo creativo all’azione del CICNS, dimostrando di non essere una piaga della nostra società ma – al contrario – un’opportunità per la nostra società, e che facciano conoscere all’opinione pubblica il loro rispetto spontaneo e profondo dei principi fondamentali che hanno gettato le basi della nostra grande Costituzione.

Ci aspettiamo che le autorità creino una consapevolezza più genuina sulle minoranze spirituali, una consapevolezza che dia la parola anche agli accademici e ai leader spirituali, che sono stati volutamente tenuti lontani dal dibattito.

 

Domanda 14: chi si nasconde dietro al CICNS?

Nessuno. I co-fondatori del CICNS hanno orientamenti personali diversi, o non ne hanno alcuno. Non siamo collegati a nessun gruppo specifico che si sia guadagnato titoli di giornale o ai gruppi denunciati dagli elenchi parlamentari delle sette. Tra i co-fondatori, qualcuno non si è mai impegnato in un percorso spirituale particolare, ci preoccupiamo semplicemente di difendere i diritti umani fondamentali propri di una democrazia. Diritti che sembravano acquisiti ma che non lo sono, e dobbiamo impegnarci quotidianamente così che gli istinti di despotismo e di ostracismo non tornino a prevalere nel nostro paese.

 

Domanda 15: siete particolarmente astiosi contro i movimenti antisette. Le vostre aspirazioni però non sono le stesse?

Parole e azioni dell’ADFI e della CCMM hanno mostrato ciò che li motiva: essi non sono motivati dai valori della democrazia; i loro membri non sono ispirati dalla tolleranza e dalla libertà di coscienza. L’ovvia determinazione mostrata nel rifiuto del dialogo, la demonizzazione sistematica – senza eccezione – di tutte le tendenze spirituali, l’incoraggiamento all’odio che viene chiaramente espresso nelle comunicazioni pubbliche, mostrano l’incapacità di osservare il fenomeno spirituale in Francia da una prospettiva sociologica o umana. Il che, nonostante gli antisette ricevano finanziamenti pubblici, li rende degli attivisti anti-religiosi e primitivi che non meritano il credito di cui oggi godono nei vari dibattiti.

La credibilità concessa loro dal governo induce a porsi serie domande sulla volontà delle autorità di evitare responsabilmente l’incitamento alla denigrazione e all’odio.

 

 

Domanda 16: Ma voi difendete la laicità, oppure no?

La laicità portata avanti oggi nel nostro paese è una laicità escludente, anche se tutti pubblicamente lo negano.

Le minoranze spirituali non hanno l’intenzione, né i mezzi, per destabilizzare la Repubblica laica.

Per quanto la laicità all’epoca della sua formazione sia stata un esperimento saggio, oggi sfortunatamente viene usata dai razionalisti e dagli estremisti antireligiosi al fine di imporre una  particolare visione del mondo. Tale laicità non è democratica, è un abuso dei principi fondamentali della democrazia.

La visione del mondo delle minoranze religiose e spirituali ha un posto legittimo nella nostra società e andrebbe rispettato.

 

Domanda 17: Che tipo di azioni state intraprendendo?

Il CICNS offre informazioni, spesso inquietanti, sulle caratteristiche e le esperienze delle nuove spiritualità. Il nostro team di volontari è in contatto costante con i media, le autorità e le minoranze spirituali al fine di equilibrare il dibattito miope sulle “sette”. Stiamo anche raccogliendo testimonianze di discriminazione e di storie inventate su presunti eccessi, perversioni e repressioni, storie che danno fuoco ai falò di una caccia alle streghe delirante. In Francia organizziamo regolarmente delle visite. Troverete maggiori informazioni nella pagina dello statuto del CICNS e in quella che presenta la nostra associazione.

 

 

Domanda 18: il punto di vista di una minoranza spirituale: non pensate che sarebbe meglio evitare un’azione come la vostra, che fa il gioco della polemica e di valori che non sono “spirituali”? E che attira problemi, invece che evitarli?

Il punto di vista del CICNS è che i problemi ci sono già. Non possono essere evitati. Per questo non vale la pena attendere un attacco più diretto, dobbiamo invece aumentare la consapevolezza sul progressivo scivolamento della nostra società democratica verso una forma di totalitarismo che non permetterà la diversità religiosa. I processi spirituali possono anche implicare l’osservazione della  società e la difesa dei suoi valori, senza farsi coinvolgere in una guerra. Il CICNS è determinato a non ingaggiare una lotta militante. Conserveremo i valori pacifici che stiamo difendendo e ad essi ci atterremo, ma non ci tireremo indietro davanti al dibattito o alle azioni necessarie per portare avanti il nostro impegno. Le minoranze religiose sarebbero ascoltate, se solo avessero maggior senso di solidarietà in difesa dei loro diritti.

In Francia, la percentuale di popolazione orientata a nuove forme di spiritualità e che sceglie uno stile di vita meno classico è significativa – dovremmo raddrizzare la schiena e farci conoscere oltre le differenze, come forza vivente e vitale, rispettabile e pacifista che fa parte di questa società.

Il modo di evitare la potenziale corruzione nei gruppi minoritari è costruire un nuovo rapporto tra la società e le minoranze. Isolare un gruppo, qualsiasi esso sia, porta a uno scontro improduttivo.

 

Domanda 19: E’ dannoso che nella vostra presentazione, non parliate delle derive delle minoranze. Questo influisce sulla rilevanza degli altri aspetti che state sviluppando.

Stilare elenchi di minoranze che hanno deviato (si sono discostate da pratiche e valori umani) non rientra nell’azione della nostra associazione. È un aspetto di cui si stanno occupando gli attivisti antisette e i media che amplificano a dismisura i loro punti di vista. Inoltre, noi siamo convinti che i gruppi che deviano non costituiscono delle minoranze spirituali. La devianza della “razza umana” non giustifica la stigmatizzazione delle minoranze spirituali nel loro insieme. Secondo la ricerca nell’ambito nel nostro progetto “Commission d’Enquête Citoyenne”, il fenomeno di queste minoranze devianti è in realtà molto raro.

Perché dovremmo arrenderci alla pressione di una psicosi pervasiva che porta molti cittadini ad avere un approccio superficiale alle questioni sollevate, e a reagire a sensazionalistiche chiacchiere infondate?

Provate per un momento a pensare se per caso il modo in cui valutate la situazione non sia in realtà il risultato di una campagna in corso da venticinque anni, una campagna che ha segnato la mente delle persone (un vero plagio, ammesso che esso esista) e – nonostante i contenuti dettagliati del nostro sito – essa non possa aver offuscato la vostra capacità di valutare obiettivamente l’accento posto sulla situazione. Forse avete sottilmente abbracciato le posizioni degli antisette.

Rattrista rendersi conto che chi si trova nella posizione di avere una miglior comprensione dell’importanza di ciò che stiamo comunicando (per esempio chi è molto loquace sull’argomento) adotti comunque e velocemente la visione che “le sette comunque esistono!” La società soffre molto di più per la serie di associazioni multiple di idee in sé pregiudizievoli, che non per il danno reale causato dalle minoranze spirituali.