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Minori e eccessi nelle sette: grave minaccia alla libertà religiosa? 

Esperti di Diritti Umani prendono posizione al Consiglio d’Europa

 

Tratto da EIFRF

(Traduzione non professionale di Simonetta Po)


Martedì 8 aprile, Strasburgo, Consiglio d’Europa

Una coalizione di cinque gruppi preoccupati per la Libertà Religiosa ha tenuto oggi al Consiglio d’Europa un evento che ha visto la partecipazione di una folta platea. L’evento, sponsorizzato dal parlamentare Valeriu Ghiletchi*, voleva attirare l’attenzione sul già fortemente criticato rapporto del parlamentare francese Rudy Salles, “Protezione dei minori contro gli eccessi delle sette” – rapporto che il 10 aprile sarà dibattuto dall’Assemblea Parlamentare.

I relatori Professor Vincent Berger** e Dott. Aaron Rhodes*** hanno sottolineato i pericoli dell’adozione di un rapporto che toccherà i diritti delle minoranze religiose benché, da un punto di vista legale e dei diritti umani, non esistano definizioni per illustrare il presunto problema,  o le esistenti siano inadeguate. Implementare misure senza basi legali chiare finirà unicamente per stigmatizzare e infine ridurre i diritti e la protezione dei bambini e dei loro genitori.

Il rapporto è stato fortemente criticato anche per la mancanza di evidenza a sostegno delle raccomandazioni proposte, di cui il Prof. Berger ha detto: “ha probabilità di minare la libertà religiosa e la libertà di associazione garantite dalla Convenzione Europea sui Diritti Umani. In realtà, si getta diffamazione su tutti i gruppi spirituali e le nuove religioni emersi in Europa a fianco delle chiese e delle denominazioni tradizionali...”

Il Dott. Rhodes, ex Direttore Esecutivo della Commissione Internazionale Helsinki e co-fondatore del Freedom Right Project, che lavora nel campo dei diritti umani da molti anni, è stato  particolarmente critico del mancato rispetto degli standard dei diritti umani presente nel rapporto e nelle sue raccomandazioni. Ha chiarito che la bozza di risoluzione “non offrirà ai bambini maggior protezione di quanto già disponibile nelle legislazioni degli stati membri” e se “dovesse essere approvata, la risoluzione costituirebbe in sé una minaccia per i bambini, oltre che per gli adulti, membri di minoranze religiose. Li stigmatizzerebbe, aumentando per loro la possibilità di essere esposti al pregiudizio, alla discriminazione e anche di essere oggetto di violenza”.

Ha proseguito dicendo: “La risoluzione sarebbe una macchia sul Consiglio d’Europa. È del tutto incoerente con l’intento dei fondatori del Consiglio d’Europa”. “L’approvazione di questa Risoluzione farà entrare l’Assemblea Parlamentare in conflitto non solo con gli obblighi della sua Convenzione, ma anche con la Convenzione Internazionale sui Diritti Civili e Politici. Non solo questa risoluzione è una ricetta per la discriminazione e l’intolleranza; essa fornirà una copertura per l’interferenza arbitraria nella vita religiosa”.

Dopo diverse domande, molte delle quali tese a comprendere le motivazioni dietro il rapporto, il Sig. Ghiletchi ha concluso l’incontro appellandosi ai parlamentari e ai rappresentanti delle ONG presenti. Ha detto: “[Questo rapporto] non dovrebbe diventare una risoluzione. L’accettazione di questa risoluzione sarà una macchia, una vergogna per il Consiglio d’Europa. La bozza del rapporto è una vera minaccia alla libertà religiosa e non possiamo accettare questo Vaso di Pandora.”

 I punti chiave della viva preoccupazione sono i seguenti:

  • L’uso del termine “setta” stabilirà un sistema classificatorio restrittivo che stigmatizzerà e marginalizzerà le fedi minoritarie prese di mira. Ciò contrasta con le dichiarazioni degli organismi internazionali sui diritti umani e con due Rapporti Speciali dell’ONU su Libertà di Religione e Credenza, secondo cui il termine è una designazione negativa incoerente con le politiche che incoraggiano la libertà religiosa, il pluralismo e la tolleranza.
  • L’attuazione di “misure che aumentino la consapevolezza” di certi funzionari, tra cui i magistrati, sulla questione delle “sette” contravviene le conclusioni di una Commissione ONU sui Diritti Umani secondo cui tali “sessioni di consapevolezza” violano gli standard dei diritti umani, e la sua raccomandazione che si cessino le “sessioni di sensibilizzazione dei giudici contro le pratiche di certe sette designate”. (1)
  • La creazione di centri di informazione nazionali e regionali, o “osservatori sulle sette”, senza la richiesta che tali centri siano gestiti da esperti obiettivi, indipendenti e neutrali muniti di qualifiche accademiche adeguate, e senza che si dia la possibilità ai gruppi presi di mira di accedere ai propri fascicoli e rispondere e correggere le informazioni inaccurate, risulterà in un approccio fazioso alle fedi minoritarie.
  • La serie di misure in campo educativo e minorile metterà a rischio i diritti dei genitori di educare i propri figli in conformità con le proprie convinzioni religiose, diritti protetti dall’Art. 9 par. 1 e dall’Art. 2 della Convenzione; Art. 18 della Convenzione Internazionale sui Diritti Civili e Politici e Art. 14 della Convenzione sui Diritti del Fanciullo.
  • L’invito a tutti i 47 stati membri di “adottare o rafforzare, se necessario, misure legislative che puniscono l’abuso della debolezza psicologica e/o fisica” è chiaramente basato sulla molto criticata legge francese About-Picard. Il che contrasta con precedenti dichiarazioni e risoluzioni della PACE. Il 26 aprile 2011, 50 membri della PACE hanno firmato la Dichiarazione 321 in cui esprimevano preoccupazione per la legge About-Picard, e il 18 novembre 2002, la PACE ha adottato la risoluzione 1309 sulla legge About-Picard invitando il governo francese a “riconsiderare tale legge” in conformità con l’Art. 9 della Convenzione Europea sui Diritti Umani.

Il rapporto arriverà in Assemblea giovedì 10 aprile. Ci si aspetta che incontrerà una ferma opposizione e, in caso non venisse rigettato completamente, che si provvederà a presentare numerosi emendamenti.


 


*Il Sig. Ghiletchi è una figura chiave della campagna “One in Five” dell’Assemblea Parlamentare del Consiglio d’Europa intesa a unire i parlamentari  nella lotta contro la violenza sessuale sui minori.

**Il Professor Berger è stato fino a tempi recenti il Giuseconsulto della Corte Europea dei Diritti Umani – posizione unica responsabile del monitoraggio dei precedenti legali e della prevenzione di precedenti in conflitto della Corte. È pertanto in posizione unica per determinare la validità del rapporto da un punto di vista legale e dei diritti umani a livello europeo.

***Il Dott. Rhodes è considerato uno dei maggiori attivisti al mondo per I diritti umani e ha dedicato la vita al servizio pubblico.

I gruppi sponsor di questo evento sono:

European Interreligious Forum for Religious Freedom

Care for Europe

The Moscow Helsinki Group

The All Faiths Network

The European Evangelical Alliance


1. UN Human Rights Committee Concluding Observations: Germany (18/11/96), (CCPR/C/79/Add.73).