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 Traduzione dell'articolo Mistreatments of religious minorities: the French Model

 

Di Eric Roux, Comitato Direttivo di EIFRFEuropean Interreligious Forum for Religious Freedom

Relazione presentata il 16 ottobre 2013 a Bruxelles nel corso del seminario “Freedom of Opinion, religion and belief

Persecution of, and discrimination against, minority-groups”, organizzato da EIFRF con la collaborazione di:

 

The Gerard Noodt Foundation for FoRB
United Sikhs International
Pro Europa Christiana
Soteria International
CAPLC Europe
FOREF Europe
EMISCO

 

Alcuni degli altri relatori vi parleranno delle buone pratiche esistenti in Europa in merito al trattamento riservato alle minoranze religiose, ma io ho il difficile compito di descrivervi un paese con un sistema noto per la sua discriminazione e le sue cattive pratiche. Sfortunatamente, conosco bene quel paese perché è il mio: la Francia.

 

Affinché comprendiate il sistema francese relativo alle minoranze religiose, o alle religioni in generale, vi spiegherò come esso funziona e quali sono le sue peculiarità.

 

Cominciamo perciò dall’aspetto governativo della questione. In Francia esiste un’agenzia governativa chiamata MIVILUDES, acronimo che significa “Missione interministeriale di vigilanza e lotta contro le devianze settarie”. Essa dipende direttamente dall’autorità del Primo Ministro.


Sfortunatamente, in Francia la parola “setta” o “culto” non ha una definizione legale, il che permette a questa agenzia di utilizzarla contro ogni movimento, religione, individuo di cui ci si voglia sbarazzare. Questo uso della parola “setta” permette di prendere di mira qualsiasi gruppo e di fare una distinzione tra religioni “buone” e “cattive”, distinzioni operate dallo Stato anche se prive di fondamento legale, in assoluta violazione di ogni standard internazionale o europeo sui Diritti Umani, ma anche in violazione della Costituzione francese che proibisce allo Stato di interferire nella sfera religiosa o di discriminare tra le religioni.

 

Il Rapporto annuale della MIVILUDES del 2008 definisce la devianza settaria come un assoggettamento mentale laddove “Una o più persone cominciano a credere a certe idee che differiscono dalle idee generalmente accettate dalla società”.

 

Altri funzionari governativi francesi hanno fatto dichiarazioni pubbliche in merito alla “lotta” contro ciò che essi considerano credenze “devianti”. Per esempio, a una conferenza della MIVILUDES tenuta al Palazzo Municipale di Lione nel novembre 2009, il Segretario di Stato per la Giustizia francese Jean-Marie Bockel disse:

 

“Il fenomeno settario può essere analizzato come una patologia della credenza su uno sfondo di identificazione e deregolamentazione della credenza”.

 

Affermazioni di questo tipo, poi diffuse dai media nazionali, sono state postate sul sito ufficiale del Ministero della Giustizia francese, dove sono tutt’ora reperibili.

 

Nel corso degli anni la MIVILUDES si è impegnata in numerose campagne contro i nuovi movimenti religiosi che definisce “sette”, ma non solo: anche contro piccole comunità di religioni più antiche come quella cattolica, protestante, evangelica e altre. Ha addirittura organizzato irruzioni in quelle comunità presentandosi con i giornalisti e facendo commenti fortemente spregiativi così da incoraggiare la propria “agenda” [*] di etichettatura di tali comunità come “sette”.

[*] Agenda: ordine del giorno, ma anche secondi fini, o propri fini – N.d.T.

 

La MIVILUDES non ha mandato giuridico per condurre tali investigazioni, ma utilizza la sua forza ufficiale  per imporre queste “visite” improvvisate e sollevare interrogativi sulle diverse comunità.

 

La MIVILUDES è solo una parte del sistema francese di contrasto alle minoranze religiose etichettate come “sette”. Il governo francese, volendo assicurarsi che la legge penale venga usata contro i seguaci sulla base dell’appartenenza a certi movimenti religiosi, ha istituito all’interno del Ministero della Giustizia una unità speciale chiamata “Missione Sette”.

 

Le funzioni della Missione Sette sono sovrintendere, “coordinare e lanciare procedimenti pubblici” contro le “sette”, essenzialmente fare pressioni sui procuratori generali di tutto il paese per mandare a processo le fedi minoritarie. È importante notare che le comunicazioni tra la Missione Sette e i pubblici ministeri sono segrete. Non compaiono negli atti processuali. Pertanto chi viene sottoposto a indagine, o gli imputati rinviati a giudizio, non vi possono accedere.

 

Una circolare governativa del 1998 incarica poi un magistrato dell’ufficio della procura di ogni corte d’appello di agire come “corrispondente sette” della sua giurisdizione. Tali magistrati hanno il compito di presentare i casi antisette ai pubblici ministeri loro sottoposti, e operano sotto la supervisione diretta della “Missione Sette” del Ministero della Giustizia. A ogni “corrispondente sette” viene richiesto di coordinare le azioni delle autorità giudiziarie e le azioni di altri dipartimenti del governo coinvolti in questioni di “sette”.

 

Inoltre questa “Missione Sette” è incaricata di studiare programmi di formazione e “conoscenza” per polizia, pubblici ministeri e giudici della Scuola Nazionale di Magistratura. Tali programmi di “conoscenza”, ben lungi dal fornire un’educazione generale sulle “derive settarie”, sono consistiti in presentazioni totalmente prevenute sulle religioni prese di mira. I seminari tenuti per i giudici comprendevano briefing speciali sui gruppi nel mirino.

 

La montagna di giurisprudenza positiva e di riconoscimenti ufficiali relativa a questi gruppi è stata del tutto ignorata. Sono state fornite unicamente le sentenze avverse, scartando quelle delle corti superiori che annullavano i provvedimenti delle corti inferiori. Sono state scartate informazioni obiettive e scientifiche relative a tali gruppi – non sono stati chiamati accademici obiettivi né esperti nel campo della religione, smascherando chiaramente il programma quale tentativo di influenzare il sistema giudiziario contro le organizzazioni religiose minoritarie.

 

Naturalmente, tali programmi di “conoscenza” per funzionari delle corti sono in realtà dei processi ex parte che operano per fomentare il pregiudizio su interi gruppi, infrangendo perciò il diritto di queste minoranze alla presunzione di innocenza e contravvenendo il principio di equità, poiché tali minoranze non sono nella posizione di poter contraddire le informazioni pregiudizievoli fornite ai giudici.

 

Nel 1996, 7 membri del Parlamento francese pubblicarono un elenco di cosiddette “sette”. L’elenco fu aspramente criticato dalle istituzioni governative internazionali, che lo giudicarono una lista nera di movimenti religiosi. Nel 2005 il Primo Ministro francese emise una circolare in cui dichiarava che quell’elenco era privo di qualsiasi valore legale e non doveva più essere usato. Tuttavia, da allora l’elenco è ancora utilizzato da alcuni funzionari governativi e, naturalmente, dai giornalisti e dalla polizia.

 

In maggio 2009 il presidente della MIVILUDES Georges Fenech annunciò ai media la creazione di un archivio di fascicoli su circa 600 “movimenti settari”, fascicoli compilati unicamente sulla base di denuncie o lamentele contro religioni minoritarie o gruppi di fede. Ai gruppi nel mirino non è stato concesso di visionare i fascicoli per replicare e correggere le accuse a senso unico e le affermazioni in essi contenute.

 

I fascicoli non sono pubblici, ma sono stati resi disponibili a giudici, pubblici ministeri e altri funzionari pubblici che, su queste basi di segretezza, prenderanno decisioni sui gruppi di minoranza nel mirino.

 

Nel Rapporto Annuale del 2009, la MIVILUDES sottolineava la sua “attività costante di collaborazione con i servizi segreti, la polizia e gli investigatori giudiziari”. Nel far notare che i particolari di queste attività non potevano essere resi pubblicamente disponibili, e dovevano perciò restare segreti, la MIVILUDES affermava di avere “completamente” informato investigatori, giudici e pubblici ministeri, e che intendeva continuare su questa strada.

 

La Francia ha poi creato un’unità speciale di polizia per le “sette” chiamata Caimades che dovrebbe coordinare le sue azioni non solo con la MIVILUDES, ma anche con le associazioni antisette. Provate a pensare a che cosa succederebbe se fosse creata una unità speciale di polizia per gli ebrei, i musulmani o qualsiasi altra denominazione tradizionale.

 

Oltre a questo, il governo francese sovvenziona direttamente le associazioni “antisette” come l’UNADFI (Unione Nazionale delle Associazioni per la Difesa della Famiglia e dell’Individuo) o il CCMM (Centro contro la Manipolazione Mentale). In realtà, queste organizzazioni godono di così poco sostegno privato che non potrebbero sopravvivere senza i finanziamenti statali. Nel 2000, per esempio, l’UNADFI ha ricevuto l’equivalente di oltre un milione di euro dall’Ufficio del Primo Ministro e da sette altri ministeri, tra cui quello della Giustizia. Ma ha ricevuto soltanto 12.000 euro in quote associative e donazioni non governative. Per molti anni, i finanziamenti statali di queste associazioni hanno costituito oltre il 95% delle loro entrate. È chiaro perciò che non godono del sostegno del pubblico. L’UNADFI usa questi finanziamenti per montare campagne propagandistiche, per sollecitare denuncie contro le religioni minoritarie e per mandare i propri avvocati a perseguire quelle denuncie in tandem con la pubblica accusa.

 

L’UNADFI ha poi fondato un’organizzazione-ombrello europea chiamata FECRIS (Federazione Europea di Centri di Ricerca e Informazione su Sette e Culti). L’organizzazione si presenta come una ONG ma in realtà è interamente sovvenzionata dal governo francese, il che la pone nella categoria delle “GONGO”, termine ironico usato alle Nazioni Unite per indicare le organizzazioni non governative – governative [GOvernmental Non Governmental Organization]. La FECRIS diffonde attacchi contro le minoranze religiose di tutta Europa.  Di recente diversi quotidiani russi hanno parlato del suo vice-presidente Alexander Dvorkin a seguito dei suoi discorsi molto offensivi sull’Islam in Russia. Ciò che risulta estremamente strano è che benché la Francia sia un paese molto laico, il vice-presidente della FECRIS è membro di una organizzazione antisette che fa capo alla Chiesa Ortodossa Russa.

 

Questo è un brevissimo rapporto sulla situazione in Francia in merito alle minoranze religiose. Se avessi il tempo, oltre a questo vi parlerei della situazione dei bambini sikh che non possono frequentare le scuole pubbliche per il loro turbante, o dei musulmani, o dei cristiani che non hanno il diritto di indossare simboli religiosi a scuola. Potrei parlarvi della nuova “carta della laicità” appesa qualche settimana fa in tutte le scuole e annunciata dal Ministro dell’Educazione francese come un modo per “agguantare via” i bambini da qualsiasi determinismo, comprese le credenze religiose dei genitori, come se la religione fosse qualcosa che lo Stato deve distruggere per il bene dei bambini. Ma sono certo che altri relatori vi racconteranno questi e altri aspetti della “eccezione francese”.

 

Tuttavia, in merito alle cosiddette “sette” qualcuno potrebbe pensare che si tratti unicamente di gruppi nuovi, insoliti e piccoli, New Age o satanisti o aggregazioni religiose di piccolo dimensioni e ritenere che “queste cose accadono solo agli altri”. La verità è che la MIVILUDES e le associazioni antisette prendono di mira in quanto “sette” anche delle comunità cattoliche, indù, i cristiani evangelici. La setta è la religione di cui ci si vuole sbarazzare. Di recente anche i sikh hanno riferito a un quotidiano francese di essere considerati una setta in Francia. I mormoni, benché siano quasi riusciti a far eleggere un loro fedele a Presidente degli Stati Uniti, vengono presi di mira ed etichettati come setta dall’UNADFI.

 

Questo modo di trattare le fedi e i movimenti religiosi ha conseguenze molto critiche e pratiche sulla vita delle persone. La gente perde il lavoro perché affiliata alla religione “sbagliata”, perde la custodia dei figli a causa del proprio credo religioso, alcuni sono stati indotti al suicidio dopo le  campagne diffamatorie orchestrate dalle associazioni antisette. Alcuni luoghi di culto sono stati vandalizzati, e i vandali ritengono di essere protetti dallo Stato poiché hanno fatto propria l’idea che quei gruppi religiosi sono cattivi. Individui vengono trascinati in tribunale per la loro affiliazione religiosa. Come ho detto, le ricadute sono molto pratiche e del tutto contrarie a qualsiasi standard di diritti umani.

 

Ciò che dovreste sapere, e con questo concludo, è che nonostante tutti i suoi sforzi per distruggere le minoranze religiose, la Francia non è riuscita nell’intento e si è attirata sempre più critiche dagli altri paesi e dalle istituzioni internazionali. Per cui l’ultimo progetto, forse la sua ultima possibilità, è cercare di esportare il suo modello negli altri paesi. Ed è quanto sta cercando di fare. Il Belgio, per esempio, ha adottato le stesse leggi speciali come quella che in Francia si chiama “About-Picard”, una legge contro le cosiddette “sette” che è poi una rielaborazione della legge italiana sul plagio promulgata sotto il regime di Mussolini per incarcerare i dissidenti invocando la manipolazione mentale, e che è stata ritenuta anticostituzionale nel 1981 e cancellata dal codice penale.

 

Ora la Francia sta cercando di esportare il suo modello antireligioso attraverso il Consiglio d’Europa. Nel 2011 Rudy Salles, parlamentare francese da lungo tempo sostenitore delle associazioni antisette e della MIVILUDES, è stato designato responsabile di un rapporto sulla “protezione dei minori contro l’influenza settaria”. Per diversi motivi e soprattutto perché tutti vogliono proteggere i bambini da qualunque danno, la MIVILUDES ha scelto questo stratagemma per usare il Consiglio d’Europa come piattaforma per costruire un “osservatorio sulle sette” a livello europeo, una sorta di MIVILUDES europea.

 

E questo è il motivo per cui gli europei devono essere educati e informati su come la Francia stia realmente attuando questa repressione, su come vengono trattate le minoranze religiose e su che cosa significhi per la vita quotidiana dei membri di religioni minoritarie di quel paese essere regolarmente aggrediti da questo schieramento di discriminazione mediatica, politica e sociale. Dovrebbero sapere che cosa significa così da poter fare una scelta totalmente informata quando verrà loro proposto questo modello.

 

Grazie per l’attenzione e arrivederci a presto

 

 

Eric Roux