Contenuto principale

 

Articolo di Gianni Carbotti

 


 Lo Weixinismo (唯心教), conosciuto anche con il nome di Wéixīn Shèngjiào (唯心聖教) è un nuovo movimento religioso, nato a Taiwan negli anni ’80 del ventesimo secolo, che propone una forma istituzionalizzata di religione popolare cinese, basata sulla vasta tradizione culturale e filosofica del paese asiatico ed influenzata da opere classiche come Il Libro dei Mutamenti (I Ching) ed antiche discipline come il Feng Shui. 

HunYuao1

 

Se certamente per chi sia interessato alla filosofia e alla storia delle religioni, soprattutto orientali (in un momento storico-geopolitico in cui l’Estremo Oriente e le sue vicende sono diventate quanto mai influenti sullo scacchiere internazionale), sia di indubbio interesse uno studio più approfondito di questo movimento, della sua storia e dottrina, chi scrive ha scelto qui di parlarne da un punto di vista completamente diverso: quello dell’arte figurativa. Pochi sanno infatti che il fondatore e leader di questa religione minoritaria, Chang Yi-Jui, noto al mondo come Gran Maestro Hun Yuan, oltre ad essere un prolifico autore di scritti su svariati temi spirituali, è uno straordinario pittore, in bilico tra il figurativo tradizionale cinese e l'espressionismo astratto, soprattutto statunitense, caratterizzato da quella tecnica detta action painting che ne è quasi un sinonimo per molta critica; tanto da farci esclamare alla vista della foto di una delle sue opere più famose (“The Stable Nation of the Golden Dragon”) pubblicata dallo studioso di religioni Massimo Introvigne sulla sua pagina Facebook: ecco il Jackson Pollock taiwanese!HunYuao2

 

Infatti i suoi imponenti dipinti, realizzati su ampi pannelli di carta xuan – ottenuta dalla corteccia dell’albero di sandalo verde e considerata uno dei quattro tesori delle case dei letterati cinesi – per quanto radicati fortemente nella tradizione calligrafica asiatica, non solo per l’utilizzo della pittura ad inchiostro e acqua ma dal punto di vista tematico dato che spesso raffigurano dragoni, considerati figure apotropaiche e di buon auspicio, a nostro giudizio hanno in comune con le opere del celeberrimo pittore americano una tecnica di realizzazione profondamente istintiva, viscerale; che se per Jackson Pollock si concretizzava nelle sedute di dripping painting in cui il pittore faceva gocciolare il colore su una tela posta sul pavimento, per Hun Yuan ha il suo momentum creativo nelle performances aperte al pubblico in cui l’artista produce in pochi secondi i suoi lavori, applicando sui fogli l’inchiostro nero con una singola, apparentemente estemporanea, pennellata. Pollock1La leggenda contemporanea vuole che Pollock realizzasse le sue opere in uno stato di trance, in cui sarebbe stato l’inconscio libero da freni inibitori a guidare il pittore nel processo creativo, ma anche l’approccio artistico di Hun Yuan esaminato sotto questa prospettiva - e considerando per di più l’orientamento mistico di cui è permeata l’intera sua esistenza e produzione – può essere senza dubbio considerato un metodo rituale dal sapore antico con cui l’artista emancipa la sua visione dalle forme-pensiero stagnanti permettendole di scorrere libera nell’inchiostro. Quello che ci colpisce è come per entrambi i pittori, pur estremamente lontani sia da un punto di vista spaziale che temporale ed esperienziale, l’atto fisico della creazione sia parte integrante dell’opera e dia concrezione e durata permanente a forme apparentemente irrazionali, altrimenti inattingibili. 

 

A quanto è possibile apprendere dalla rete, le opere di Hun Yuan sono esposte presso tutti i templi succursali della Weixin Shengjiao, sebbene la collezione più ampia al momento sia conservata presso lo Weixin Museum, un museo facente parte del quartier generale della Weixin Shengjiao nel Distretto di Nantou a Taiwan, e a tutt’oggi non risulta che sia mai stata proposta in Europa o America una grande mostra rappresentativa del suo lavoro. Ogni serio apprezzatore di forme d’espressione genuine e vibranti, in grado di coniugare magistralmente tradizione e modernità in una continuità artistica solida e fuori da ogni convenzione e modello precostituito, dovrebbe augurarsi che, al di là delle consuete resistenze e diffidenze - in Occidente e non solo - nei confronti delle minoranze religiose e dei loro leaders ed esponenti, qualche critico o curatore dall’occhio lungo abbia la forza e la capacità d’immaginare un’ampia, esaustiva rassegna dedicata a questo sorprendente artista nel nostro paese e realizzarla a tempi brevi.Pollock2number8blackflowing1951 Magari in una delle tante strutture museali, spesso tanto mastodontiche quanto impropriamente utilizzate, veri e propri templi di una post-modernità allo sbando, svuotata d’ogni spiritualità, che punteggiano con le loro geometrie semivuote e solenni gli spazi residuali delle maggiori città italiane.