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Migliaia di bambini in Congo accusati di stregonerie e cacciati dalle famiglie


La denuncia dell'Opera di promozopne dell'alfabetizzazione nel mondo e dei Padri Bianchi

 


Migliaia di bambini in Congo accusati di essere portatori di disgrazie e per questo cacciati dalle famiglie: la denuncia viene dall’OPAM, l’opera di promozione dell’alfabetizzazione nel mondo, in collaborazione con i Padri Bianchi. Anche diverse organizzazioni umanitarie per la tutela dei diritti sui minori come “Save the Children Italia”, cercano con i missionari di salvare questi piccoli. Il servizio di Marina Tomarro:

Vivere ai margini della società perché convinti di essere portatori di disgrazie E’ la tragica situazione dei bambini considerati “stregoni” del Congo. Padre Daniele Lattuada missionario in Congo e fondatore della comunità Simba Ngai:

R. – Prima cosa, il bambino viene allontanato, magari non subito fisicamente, ma viene privato del cibo, dell’istruzione… Di fronte a queste accuse di stregonerie, il bimbo viene portato da uno stregone di una setta, il quale gli farà degli esorcismi. Tra l’altro, come associazione Simba Ngai, che abbiamo fondato, siamo entrati in possesso di parecchi dossier, all’interno dei quali abbiamo saputo di bambini che venivano letteralmente malmenati. Prima di fare gli esorcismi, i pastori davano medicine che provocavano vomito. Cose inverosimili…

D. – Una volta che finiscono in strada in che modo sopravvivono?

R. – I ragazzini in genere fanno piccoli lavoretti e a volte rubano. Le ragazzine si portano dentro delle ferite enormi, spesso si prostituiscono lungo il porto a Kinshasa. E per questo le ragazzine hanno più soldi. E’ difficilissimo riuscire a inquadrarle, a metterle in una struttura rigida, con regole ben precise: preferiscono vivere in gruppo. Siamo arrivati alla seconda generazione, quindi ragazzine che hanno partorito per strada e che vivono con i figli. Nella sola Kinshasa, capitale del Congo, sono oltre 30.000 i minori che vivono per strada. Ascoltiamo la testimonianza di Joseph Kukulù, zio di uno di questi bambini:

R. – Mia sorella si chiama Cristiana, ha sei figli e tra questi uno di loro è accusato di essere un bambino stregone. Quindi, mia sorella insieme con il marito hanno cacciato il figlio dalla loro casa. Da due anni il bambino abita per strada insieme ad altri bambini.

D. – Cosa aveva fatto di così grave questo bambino per essere incolpato di una cosa così assurda?

R. – Secondo loro, questo bambino è la causa della disgrazia della famiglia. Quando qualcosa non va bene dal punto di vista economico, della salute, la causa è il bambino.

D. – Tu hai notizie di questo nipotino? Che cosa fa, dove dorme, dove vive?

R. – Io, purtroppo, non ho nessuna notizia, a parte qualche telefonata che faccio ogni tanto a mia sorella per chiedere del bambino. Non ho nessuna notizia. E mi dispiace tanto. Se potessi salvare questo bambino, lo farei.

 



Tratto da Radiovaticana