Contenuto principale

Integralisti cristiani, evangelici, musulmani, perfino la New Age interpretano la catastrofe come manifestazione della giustizia divina


Hanno colpito New Orleans la città del peccato

di Dario Olivero

Tratto da www.repubblica.it (3 settembre 2005)


 

ROMA - Mentre la maggior parte dei credenti di fronte al disastro dell'uragano Katrina lo prega per trovare consolazione o lo ringrazia per essere stato riasparmiato, l'America fondamentalista - di ogni fondamentalismo - lo tira in ballo interprentandone disegni e fini. Che a parlare siano integralisti cristiani, musulmani, ebrei, evangelici, seguaci New Age, il messaggio è sempre la stesso: "Dio ci ha punito".

Una punizione declinata in base all'esigenza del predicatore di turno: per i peccati secolari di New Orleans, per la politica pro-Sharon di Bush, per aver offeso la Madre Terra con una politica ambientale disastrosa, per fermare un Gay Pride che doveva avere luogo questo fine settimana. Un panegirico che va avanti da giorni e rimbalza su network nazionali ma soprattutto su Internet nella fittissima rete di siti, blog e gruppi di discussione religiosi.


Sodoma e Gomorra

Uno dei motivi più evidenti per punire New Orleans è che la città è notoriamente peccaminosa almeno dai tempi di Storyville, il quartiere dove alcol, prostitute e gioco d'azzardo si mescolavano al ritmo delle note di King Oliver e del jazz che stava nascendo. I primi a far notare che Dio finalmente si era stufato (in effetti si era già stufato una volta quando nel 1917 il quartiere fu sgombrato e chiuso con la forza) sono quelli di Repent America, sede a Philadelphia, che si definiscono cristiani che agiscono per salvare coloro che non conoscono la verità e che bruceranno per l'eternità in un vero e reale inferno di fuoco.

Dio avrebbe fermato con un uragano che ha causato migliaia di morti la programmata festa Southern Decadence, una piccola Gay Pride prevista a New Orleans. E così avrebbe fermato anche il Martedì grasso, festa pagana in cui uomini e donne ubriache si lasciano andare a sesso ed eccessi. Senza contare che, come scrive sul suo sito il direttore Michael Marvage, in Lousiana ci sono dieci cliniche abortiste, cinque solo a N. O. e questo rende la città "la capitale mondiale dell'omicidio". 

Stato e religione

Ma per altri il problema non è solo lo stile di vita di "Big Easy". Franklin Graham, presidente dell'associazione evangelica Samaritan's Purse, vede in Katrina precise istruzioni divine. E le detta alla Fox: "Queste cose accadono quando si lascia Dio fuori dalle nostre scuole, dalla nostra società. Non abbiamo un codice morale". Messaggio che certi leader politici già hanno recepito. "Dio è responsabile di tutto questo e a suo tempo ci rivelerà il perché", dice il democratico dell'Illinois Jesse Jackson Jr.


La Terra promessa.

Il Jerusalem Newswire, sito Internet che chiede un giorno sì e uno no al presidente Bush di cambiare la politica estera mediorientale troppo sbilanciata a sfavore dei coloni israeliani, fa dire a Bridget Magee, abitante di Slidell, Louisiana, proprio sul lago Pontchartrain, che Dio, dopo la legge dell'occhio per occhio, ha stabilito quella della "casa per casa". L'America ha aiutato Sharon a privare i coloni israeliani delle loro case di Gaza e Dio ora le ha tolte a migliaia di americani. Una punizione che coincide con la linea editoriale del sito. L'America ha conosciuto l'esperienza di perdere la protezione di Dio, scrive uno degli editorialisti, per essere la nazione più responsabile di aver offeso la terra e il popolo di Israele.


Allah è grande

Come già avvenuto per lo tsunami del 26 dicembre scorso, anche molti integralisti islamici sono impegnati a rivendicare il ruolo di Dio. Allora lo scontro sulla paternità del disastro nel sudest asiatico fu con gli induisti, ora il colpo subito dal nemico americano non lascia dubbi: è merito di Allah. Il "terrorista Katrina è uno dei soldati di Dio, ma non appartiene ad al Qaeda", scrive sul quotidiano del Kuwait Al Siyassa il direttore del centro di ricerche del ministero per gli Affari religiosi Mohammed Youssef al Malaifi. "Katrina è stato inviato da Dio per combattere al nostro fianco".


La Madre Terra Offesa

Ma non sono solo i seguaci delle religioni rivelate a parlare per conto di Dio. Nella galassia New Age per esempio si sono distinti alcuni gruppi che si rifanno all'idea dell'Earth Change. Esiste un tempo, dicono sui siti che si richiamano a questo mix tra preoccupazioni ambientali e timori messianici, in cui la deprevazione umana raggiungerà il suo punto più basso e il clima della terra reagirà severamente. Quando il tempo verrà, gli Stati Uniti che ovviamente guidano il degrado, saranno sommersi dalle acque. E il tempo, è vicino.


Uno su due

Anche se le congregazioni evangeliche sono negli Stati Uniti una minoranza (10 milioni di persone secondo alcune stime) e i seguaci New Age sono forse diffusi ma meno organizzati e incisivi, quello che un cittadino americano su due pensa è che con l'uragano Katrina Dio in qualche modo c'entri. Secondo un recente sondaggio commissionato dalla Cnn, più di un americano su due vede un nesso scientifico tra aumento del riscaldamento globale e aumento della violenza degli uragani. Ma poco meno di un americano adulto su due ritiene che dietro alle leggi fisiche e naturali ci sia un intervento sovrannaturale e questi stessi ritengono che l'intervento vada verso un'unica direzione, lo scontro finale, l'Armageddon, il Giorno del giudizio. E che questa resa dei conti riusciranno a vederla nel corso della loro vita. Intanto non si fa fatica a trovare i suoi profeti.