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Non sono ancora note con precisione le aree cerebrali su cui agisce la psilocibina, sostanza contenuta nel fungo sacro secondo la tradizione di varie popolazioni del Messico.

Un articolo pubblicato sul Notiziario di "Le Scienze Online" presenta i risultati di una ricerca sugli effetti che vengono prodotti dall'uso di un fungo sacro secondo la tradizione di varie popolazioni del Messico.

Nell'articolo in questione si afferma che, "utilizzando misurazioni in condizioni sperimentali rigorose, i ricercatori della Johns Hopkins hanno mostrato che la sostanza attiva contenuta nella psilocibe può indurre esperienze mistiche e spirituali identiche, dal punto di vista descrittivo, a quelle spontanee che le persone che ne hanno fatto uso hanno riferito per secoli.

Tali esperienze, sempre secondo lo studio pubblicato sulla rivista “Psychopharmacology”, indurrebbero cambiamenti positivi nel comportamento che durerebbero diversi mesi. La sostanza attiva, un alcaloide vegetale chiamato psilocibina, riproduce gli effetti della serotonina sui recettori cerebrali, così come fanno altri allucinogeni, anche se finora non sono note le precise regioni cerebrali su cui agisce e le relative modalità".

Secondo un ricercatore "questo studio rappresenterebbe una pietra miliare nello studio di alcuni composti allucinogeni. Il nuovo approccio sistematico riprenderebbe con un più alto valore scientifico la ricerca degli anni cinquanta, che aprì la strada per comprendere il potenziale terapeutico di alcune sostanze e alcuni meccanismi della coscienza e della percezione sensoriale".

 


Articolo tratto da www.lescienze.it