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Recensione di Raffaella Di Marzio

 

Un testo molto interessante, curato da  James R. Lewis (Ed.), The Oxford Handbook of New Religious Movements, New York: Oxford University Press, affronta, con il contributo di diversi autori, i vari aspetti del fenomeno dei Nuovi Movimenti Religiosi con un'ampia panoramica di ricerche e contributi scientifici da prospettive disciplinari complementari.

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Tra questi, a mio avviso, particolarmente interessante è la ricerca di Anthony D. e Robbins T. (2004), Conversion and “Brainwashing” in New Religious Movements, pp. 243-297, che ho trovato molto illuminante. 
 
 
Gli autori sono uno psicologo forense e un sociologo della religione.
 
Nell'articolo, riferendosi all'ACM (Anticult Movement), formulano una particolare interpretazione del fenomeno, che si manifesta in modo trasversale, sia in USA che negli altri continenti, e che ha le sue origini negli Stati Uniti degli  anni settanta.  
 
Ecco cosa scrivono gli autori, nel paragrafo in cui fanno un excursus storico delle controversie tra Nuovi Movimenti Religiosi e Movimento Antisette (NDR: Traduzione mia):
 
 
 
 
"In generale noi riteniamo che il conflitto tra le religioni alternative e i loro avversari antisette sia essenzialmente un conflitto religioso* 
Il movimento antisette può essere considerato come un tipo di movimento che  rivitalizza la razionalità modernista  e l’individualismo utilitarista.  
L'ACM accusa le sette di distruggere l’autonomia e l’individualismo. L“individualismo espressivo”, cioè la vera autonomia, non può, dal punto di vista dell’ ACM, essere basata sulle esperienze trascendenti, gli stati di coscienza estatici o mistici o le emozioni intense.  
Piuttosto, tali esperienze vengono interpretate in termini di pericolose trance ipnotiche, stati dissociativi patologici, regressione infantile, depersonalizzazione, ed una enorme quantità di emozionalità manipolata che, si suppone, eroda l’autonomia personale e imponga una identità artificiale di gruppo che sostituisce l’autentico ego della vittima.
I conflitti sulle sette, così,  implicano conflitti sui valori fondamentali e sono più simili alle prime guerre di religione che a posizioni opposte nell'ambito della scienza psicologica* obiettiva che metterebbe in luce una psicopatologia indotta dalle sette" (Anthony e Robbins, 2004, p. 247).
 

*Enfasi aggiunta da me