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Massimo Introvigne e PierLuigi Zoccatelli, Gentili senza cortile. "Atei forti" e "atei deboli" nella Sicilia Centrale. Caltanissetta, Edizioni Lussografica, 2012, pp.64.

Recensione di Raffaella Di Marzio, pubblicata su Orientamenti Pedagogici, Rivista Internazionale di Scienze dell'Educazione, Erickson, ottobre-dicembre 2013, Vol. 60, n.4 (354), p. 964-965.

Pubblicata sul sito del CESNUR

 


 

Il testo di Introvigne e Zoccatelli, rispettivamente Direttore e Vicedirettore del CESNUR (Centro Studi sulle Nuove Religioni), presenta i dati di una ricerca sull'ateismo e l'irreligiosità nella Sicilia centrale. La ricerca, “incarnata” in una realtà geografico-culturale specifica, riveste un interesse particolare in questo momento poiché la Chiesa è attualmente impegnata nel progetto del “Cortile dei Gentili”, com’è stata chiamata l’iniziativa voluta da Benedetto XVI e portata avanti dal Pontificio Consiglio per la Cultura, con la quale è iniziata una nuova fase di impegno per la promozione del dialogo fra credenti e non credenti.

Sono proprio i “Gentili senza cortile” l’oggetto della ricerca del CESNUR nel contesto specifico della Sicilia centrale, tra i quali vengono inclusi quegli intellettuali non credenti che sono alla ricerca di un significato della vita, incuriositi dalla Chiesa cattolica e disposti a dialogare con i credenti.

La ricerca individua diverse categorie di atei: gli atei «forti» (2,4%) che professano un «ateismo sistematico», ispirato a ideologie del secolo scorso e che hanno un atteggiamento ostile verso la Chiesa; gli atei «deboli», che si dichiarano indifferenti alla religione (5,0% del campione), più numerosi degli atei «forti», i quali, però, ricevono più attenzione dai media. La categoria degli “atei deboli” pratica un ateismo «disimpegnato» in cui le difficoltà quotidiane non lasciano tempo e spazio alla religione. Da questo dato risulta evidente come, spesso, la Chiesa e le altre comunità religiose non sembrino capaci di dare “risposte di senso”, fondate sulla fede, ai problemi e ai bisogni della vita quotidiana. La ricerca ha, inoltre, evidenziato un terzo tipo di ateismo, definito «cinico» (29,6% delle risposte) più presente fra i giovani, gli uomini, le persone più istruite, per i quali denaro, potere, piacere e successo sono gli idoli che hanno sostituito i vecchi dei pagani.

Il testo, introdotto dalla prefazione di S.E. Mons. Michele Pennisi,  è strutturato in otto capitoli che presentano i dati della ricerca e ne traggono le conclusioni scorporando i diversi temi: i dati introduttivi, il campione, i risultati, percorsi di ricerca nella Sicilia Centrale, ateismo e ateismi, atei “forti” e “deboli” nella Sicilia Centrale, perché non crede chi crede e un ‘età secolare nella Sicilia Centrale?

Particolarmente interessanti e stimolanti sono le riflessioni degli autori nell’ultimo capitolo del testo in cui, prendendo le mosse dal contributo del filosofo Charles Taylor (L’età secolare, Feltrinelli, Milano 2009), si mette in evidenza come l’uomo moderno, nonostante la sua “lontananza dalla religione” avverta  un crescente disagio di fronte all’egemonica affermazione, propria del mondo occidentale, secondo la quale esso non avrebbe alcun senso oggettivo, se non quel senso  “emotivo e fatto di vaghe sensazioni che noi gli attribuiamo” («valutazioni deboli»), facilmente spiegabili con processi neuro-chimici che avvengono nel nostro cervello.

La reazione a  questo disagio aumenta il numero di occidentali che riaffermano l’esistenza di un significato nell’universo («valutazione forte»). In questa riaffermazione, nonostante tutto, del “senso ultimo delle cose”, Taylor ritrova il vero reincanto. Dunque, anche gli atei ricercano la speranza ed è su di essa che sembra possibile costruire  «un ‘ponte’ fra atei e credenti» e considerare le distinzioni fra certe forme deboli di ateismo e, rispettivamente, di credenza religiosa, come più sfumate di quanto comunemente si creda.

La ricerca di Introvigne e Zoccatelli è un contributo molto significativo alla conoscenza del fenomeno dell’ateismo contemporaneo  e, nonostante il campione di soggetti sia reperito all’interno di un contesto circoscritto, quello della Sicilia centrale, l’esame dei dati ha comunque permesso di trarre conclusioni generalizzabili ad altri contesti e utili per progettare ulteriori ricerche in questo specifico settore di studio. Quello dell’ateismo è, infatti, un ambito poco studiato dalle scienze sociali, nonostante la sua diffusione crescente anche in contesti come quello italiano in cui la maggioranza della popolazione è o si dichiara “cattolica”.

La ricerca di Introvigne e Zoccatelli è certamente un riferimento irrinunciabile per tutti coloro che sono interessati, per motivi di studio o in relazione a impegni di tipo pastorale, a comprendere il fenomeno dell’ateismo. Il volume ha, inoltre, il pregio di saper coniugare l’elencazione dei dati di una ricerca, che potrebbe risultare “arida” ai non addetti ai lavori, con una loro valutazione avvincente e comprensibile anche ai non addetti ai lavori.