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PREVENZIONE
Definition:

Come prevenire i problemi e i conflitti sociali dovuti all'affiliazione a gruppi religioso/spirituali minoritari

L'affiliazione a gruppi religioso/spirituali minoritari o a movimenti che propongono lo sviluppo del potenziale umano, nella maggior parte dei casi, non crea alcun problema nelle famiglie. In alcuni casi, invece, possono insorgere disaccordi o conflitti di diversa gravità.

Questi conflitti potrebbero e dovrebbero essere prevenuti, nei limiti del possibile.

L'unica "arma" veramente efficace, quando i conflitti vengono innescati da leader senza scrupoli, è la prevenzione, che ha il vantaggio di essere priva di quelle controindicazioni che tutte le medicine troppo "aggressive" hanno: per uccidere un virus si annienta l’intero sistema immunitario. Non è questo il sistema migliore per affrontare un problema, di qualsiasi problema si stia parlando.

La prevenzione è l’unica arma vincente per evitare che le persone cadano vittime degli inganni perpetrati da leader senza scrupoli che strumentalizzano a loro vantaggio i bisogni spirituali delle persone e che si possono ritrovare all'interno di gruppi religioso/spirituali di qualsiasi denominazione: sono attivi in gruppi religiosi minoritari e maggioritari, in gruppi del potenziale umano, club sportivi, partiti politici, associazioni giovanili, ecc.

Prevenire questo fenomeno significa anzitutto sviluppare il senso critico nelle nuove generazioni, aiutare i giovani a pensare in modo autonomo riconoscendo l'inganno e la persuasione veicolata, prima di ogni altro, dai media. Questo compito, proprio della famiglia, non può essere delegato a nessuno, anche se la scuola dovrebbe farsene carico. 
Un giovane, senza una famiglia che lo "educa a pensare con la sua testa", facilmente sarà vittima di abusi e forme persuasive che mirano a renderlo "succube" di una persona, un gruppo o un'idea.

Per questo motivo quando un genitore si mostra preoccupato perchè il proprio figlio è cambiato improvvisamente (in senso negativo secondo i genitori) dopo aver iniziato la frequentazione di un gruppo, non è opportuno indurlo a credere che la "setta" sia l’UNICA spiegazione possibile dei suoi cambiamenti e dei conflitti in atto  nella famiglia. I cambiamenti  che si verificano in una persona, infatti, sono frutto di molti e diversi fattori e l’influenza di un leader carismatico o di un gruppo settario hanno effetti totalmente diversi che dipendono dalla personalità di ciascun adepto.  

La prima cosa da fare, per alleviare la sofferenza e ricostruire un rapporto sereno con i propri figli, è verificare se ci sono stati errori personali di relazione, incomprensioni o mancanza di dialogo all'interno della famiglia poichè i conflitti vanno affrontati con l'umiltà di chi ne riconosce la complessità e si mette in discussione in prima persona, prima di attribuire ad altri i propri problemi.

Oltre alla creazione di un clima sereno e all'attenzione continua alla crescita integrale dei propri figli, la prevenzione può essere attuata anche attraverso la diffusione di informazioni attendibili e accurate rivolta a diverse categorie di persone:

- informare, in modo particolare nelle scuole, dei pericoli insiti in alcune forme di associazionismo, senza, tuttavia, discriminare forme religiose minoritarie che non sono affatto “pericolose” per i loro adepti o per la società. L’ informazione dovrebbe essere gestita da istituzioni pubbliche, come il Ministero dell’Istruzione, attraverso commissioni di esperti, non da singoli o associazioni di cui non sono chiare le finalità. L’informazione, inoltre,  non dovrebbe riguardare il giudizio sulle dottrine (fatto opinabile in una società pluralistica), ma piuttosto gli eventuali comportamenti non rispettosi verso le persone. Naturalmente, se ci sono gruppi che propugnano dottrine pericolose (in quanto, per esempio, incitano alla violenza in qualsiasi forma o a commettere reati ecc..), l’informazione dovrebbe evidenziare la pericolosità di queste idee. 

- informare attraverso i mass media abbandonando quel modo di "fare notizia" scandalistico che non fornisce al pubblico indicazioni reali sui pericoli del fenomeno, ma colpisce sul momento (quando si verifica un fatto delittuoso) e viene poi subito dimenticato. E’ molto grave il fatto che l’informazione radiotelevisiva e giornalistica che raggiunge, oltre ai giovani, anche il pubblico degli adulti e anziani, sia così "deviante". Essa dovrebbe, invece, essere orientata a educare e prevenire, dovrebbe servirsi della consulenza di esperti  e di persone che si impegnano realmente per aiutare le persone. Nella realtà, purtroppo, i media  fanno informazione in modo totalmente errato: la maggior parte dei giornalisti  tende a scrivere articoli che attirino e impressionino un pubblico a digiuno di informazioni, utilizza metafore vecchie e inconsistenti, induce al timore verso “sette” pericolose che fanno il “lavaggio del cervello” e diffonde un allarmismo che non giova a nessuno perchè è  fuori da ogni realtà. Di questa "informazione" sono piene le pagine web e quelle di testate giornalistiche prestigiose, nonchè trasmissioni televisive di reti pubbliche. Oltre a disinformare, la stampa e i media, in genere, tendono a creare e sostenere delle vere e proprie cacce alle streghe contro quei gruppi che, di volta in volta, vengono additati come “sette”.

- informare gli addetti ai lavori in campo giuridico, quegli stessi che, nelle aule dei tribunali, devono decidere in casi di affidamento dei minori, di denunce contro gruppi religiosi fatte da ex adepti, di reati commessi da adepti o da leader ecc. E’ molto grave che la stragrande maggioranza di giudici e avvocati, nel nostro Paese, prendano decisioni, in campo giuridico, riguardanti in vario modo il fenomeno dei culti, nella totale o quasi totale ignoranza di un fenomeno così complesso.


Riguardo all’importanza della prevenzione, la Raccomandazione del Consiglio d’Europa, al punto “I”, afferma:
 
La prevenzione può essere realizzata attraverso la diffusione di informazioni e una accurata educazione. Si dovrebbero pertanto istituire centri di informazione nazionale, come già patrocinato dalla Raccomandazione 1178. Questi centri dovrebbero essere indipendenti dallo stato. Sarebbero inoltre più efficaci se fossero coordinati da un Osservatorio Europeo sui gruppi di natura religiosa, esoterica o spirituale. L'educazione dovrebbe essere indirizzata in particolare agli adolescenti, e i curriculum scolastici dovrebbero comprendere informazioni sulla storia delle scuole importanti di pensiero, con particolare riguardo alla neutralità dello Stato”.


Fonti:

Raccomandazione del Consiglio d'Europa 


Raffaella Di Marzio, Nuove religioni e sette. La psicologia di fronte alle nuove forme di culto, Edizioni Scientifiche Magi, Roma 2010