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RESISTENZA AI CULTI
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Ci sono molti studi che riguardano la «cultofobia» , che è stata definita, in modo provocatorio eironico, una nuova «malattia mentale» da due ricercatori (Kilbourne,Richardson, 1986). Uno di questi studiosi, Richardson,che inizialmente era favorevole all’uso del concetto di «culto» inteso come «setta», successivamente ha modificato il suo pensiero al punto da convincere i suoi colleghi ad abbandonarlo definitivamente.
Nei suoi studi egli documenta il fatto che gli atteggiamenti nei confronti dei nuovi movimenti religiosi sono «fortemente influenzati dai mass media, la cui presentazione dei culti è stata in larga parte sensazionalistica e pesantemente deviata in una direzione negativa […] Vengono infatti poste poche distinzioni, se non addirittura nessuna, tra i differenti culti» (Richardson, 1993).


Nelle ricerche empiriche sulla «cultofobia» vengono presi in esame questi elementi:

– l’identificazione degli atteggiamenti di resistenza nei confronti di gruppi religiosi minoritari da parte di altri gruppi;


– la connotazione peggiorativa che i culti hanno acquisito nei resoconti dei media dai quali sono considerati forme di devianza religiosa subculturale;


– il rifiuto di operare distinzioni tra i diversi gruppi religiosi.

L’atteggiamento verso i culti va inserito nel contesto generale di tutte le altre forme di intolleranza che si manifestano all’interno della società nei confronti di gruppi minoritari percepiti come «diversi».

Studi in questo settore specifico sono stati realizzati in relazione alle violazioni delle libertà civili, un campo di indagine proprio delle scienze politiche. 

Una delle forme di intolleranza identificata dagli studiosi, che è stata utilizzata anche come indicatore operazionale, è l’azione volta a combattere
 i nuovi movimenti religiosi attraverso iniziative per l’istituzione di leggi speciali contro le «sette».



Fonti: 

 

- Senato - Interrogazione del sen. Pastore su Movimenti Antisette e SAS

 

- Camera - Interrogazione dell' on. Binetti su Squadra Antisette


- Senato - Interrogazione dei sen. Perduca e Poretti su Movimenti Antisette e SAS

- Richardson, J.T. van Driel, B. (1984). Public support  for anti-cult legislation. Journal for the scientific Study of Religion, 23, p. 413

- Kilbourne, B.K. & Richardson J.T. (1986). Cultphobia. Thought, 61

- Mario Aletti, PSICOLOGIA DELLA RELIGIONE-news, Notiziario della Società Italiana di Psicologia della Religione, Anno 13, n. 1- 2, gennaio - agosto 2008, pp 1-3.

- Raffaella Di Marzio, Nuove religioni e sette. La psicologia di fronte alle nuove forme di culto, Edizioni Scientifiche Magi, Roma 2010, pp. 107-110.

Opus Dei and the Anti-cult Movement, by Massimo Introvigne

La psichiatria e i movimenti anti-sette, di Ermanno Pavesi 

Le « sectisme», une nouvelle forme de racisme? 
par Lorraine Derocher
 

Tra brainwashing e libera scelta. Per una lettura psicologica dell’affiliazione ai Nuovi Movimenti Religiosi, di Mario Aletti e Claudia Alberico

Sette-antisette: Fonti bibliografiche sul fenomeno, di Raffaella Di Marzio 

- Shupe, A.D., Jr., Bromley D.G., e Oliver D.L. (1984). The anticult movement  in America. New York: Garland Press

- Shupe, A.D., Jr., e Bromley, D. (1985). Social response to cult. in P. Hammond (Ed.), The sacred in a secular age (pp. 58-69). Berkeley: University of California Press.

- Barker E.(1986). Religious movement: cult and anticult since Jonestown. Annual Review of Sociology, 12, 329-346.

- Kilbourne B.K. e  e Richardson J.T. (1986). Cult-phobia.Thought, 61, 258-266.  

- Hood, R.W., Spilka, B., Hunsberger, B., & Gorsuch, R. (1996). Psychology of religion. An empirical approach (2 ed.). New York: Guilford Press. Trad..it.  Psicologia della religione. Prospettive psicosociali ed empiriche. Torino: Centro Scientifico Editore, 2001. Nel capitolo 9: La psicologia sociale delle organizzazioni religiose. un paragrafo è intitolato "Il movimento anticulti" (pp. 392-403).